Concerto per l’Emilia senza Vasco, perché?

Chi mancava al concerto emiliano per l’Emilia?

Vasco.

Le ragioni della sua assenza si trovano sui siti internet e io non c’ho capito molto.

Altre volte – in passato – abbiamo visto eventi imperdibili dove ha funzionato meglio l’effetto “mi si nota di più se non vengo”, ma in questo caso credo che per Vasco le cose siano andate diversamente.

Si possono fare tante ipotesi e possiamo giocare con qualche idea artistica.

Io credo che per Vasco sia stato meglio non confondersi con alcuni cantanti che in passato hanno seguito le sue orme.

Vasco, infatti, ha il merito di essere stato il cantante che musicalmente/esteticamente/fisicamente ha segnato gli anni ottanta, ispirando generazioni di ragazzi e ragazze che ancora oggi urlano al vento i propri disagi e creando così un tragitto che molti dopo di lui hanno seguito.

E quelli con più successo che hanno seguito il suo esempio c’erano tutti ieri sera:

LigabueCesare CremoniniLuca CarboniZucchero

A parte l’essere tutti (più o meno) emiliani (ovviamente), l’elenco è eterogeneo.

C’è chi ha ripreso gli argomenti (il Bar Mario di Ligabue assomiglia molto al Roxy Bar di Tullio Ferro nella Vita Spericolata di Vasco), c’è chi ha ripreso il lato pop (Cremonini, che l’ha poi esaltato, Maggese è un’opera) e chi lo stile di canto (Luca Carboni dei primi tempi era un imitatore di Vasco?).

Per Zucchero il discorso è volutamente diverso. Musicalmente i due sono lontani anni luce e Fornaciari ha un gusto funky (per fortuna) che Vasco non ha (purtroppo), ma Zucchero riuscì nel rendere italiano uno stile straniero, proprio come Vasco (prima di Zucchero) riuscì a fare del rock anglofono all’italiana. La lingua italiana è difficile da farla rock. Vasco trova le parole giuste. E lo stesso vale per Zucchero con la musica nera.

È altrettanto vero che ognuno di questi artisti ha poi aggiunto altre cose per completare i propri percorsi artistici, ma tutti e quattro hanno raggiunto il grande pubblico dopo Vasco. E per questo qualcosa gli devono.

Ma anche lui qualcosa deve a tutti loro, perché con la loro musica così legata a Vasco, loro mantengono vivo l’interesse per il signor Rossi. Nel pubblico italiano l’andare a vedere un concerto di Vasco è un po’ come ritrovare l’originale che ha ispirato altri artisti. Come andare a vedere Paul McCartney o Stevie Wonder.

Le fondamenta della musica popolare italiana.

Difficile, pertanto, sarebbe stato per Vasco mostrarsi ieri sera assieme a questa generazione di cantanti. Tenendo conto che, cinicamente, lui non ha bisogno di farsi vedere per fare promozione,

Vasco ha preferito farsi i fatti suoi, perché suonare prima o dopo uno di loro poteva sembrare come il passaggio di testimone e il signor Rossi non sembra intenzionato a farsi da parte.