Songwriting: 10 regola per la creatività

dopo l’uscita del mio nuovo mini album Con Te (qui per acquistarlo su iTunes), e per altri motivi, mi sono preso un attimo di tempo per capire cosa serve nel futuro della mia musica. capire come (e dove) posso migliorarmi. sto scrivendo alcuni nuovi brani, perché vorrei dare continuità alla mia produzione musicale. nel frattempo mi guardo in giro, perché vorrei lasciare musica contemporanea. per esempio, sto ascoltando tantissimo il nuovissimo album di annalisa.

con un po’ di serendipity, ho incrociato un video su youtube di Beppe Severgnini (BS), uno dei miei giornalisti/scrittori (e molto altro visto che fa trasmissioni in tivù) preferiti. ricordo che anni fa avevo organizzato su internet una minicompetizione internazionale e il premio era un suo libro inglese (che finì a new york…). a parte questo ricordo, BS ha una lettura della vita che è tra l’ironico britannico e l’interista ottimista, e io l’apprezzo.

mettendo insieme queste due cose (la scrittura di brani e BS) mi piace proporre questo video del 2014 di registrato al Festival della Mente di Sarzana. il titolo è “creare non vuol dire improvvisare” e si parla, principalmente, di immaginazione. di rapporto con la creatività. 10 regole da tenere su un post-it.

la scheda dell’intervento di BS la puoi leggere in questo link. qui sotto, invece, il video.

Songwriting: collaborare

la collaborazione è il sale della musica, così come di tante altre cose. ma nella musica c’è (quasi sempre) la collaborazione dietro ai grandi successi. negli anni 70/80 dietro ai testi romantici e strappa mutande di baglioni c’era la moglie paola massari. nei beatles di george martin c’era la collaborazione, che era più una competizione, tra lennon mc cartney. i due firmavano i brani di uno o dell’altro con i loro due cognomi, ma paul ha raccontato che quando uno arrivava con un brano, l’altro rispondeva con qualcosa per non essere da meno. battaglia dei pooh ha sottolineato che pure tra loro 4 la competizione fu alla base del successo della seconda metà degli anni 70 e dei primi 80 (il tutto gestito dalla maturità di facchinetti).  pure prince non è mai stato un artista solitario: al contrario di quello che si pensa, sono state le collaborazioni a renderlo immenso. wendy e lisa prima, sheila e, michael bland e sonny thompson poi, fino alle 3rdeyegirl. lui ne era il collante; loro senza di loro sono poco più che ascoltabili, ma con lui diventano immensi.

poi ci sono le collaborazioni a distanza, che possiamo chiamare ispirazione. un brano, un libro, un film, li riprendi, li fai tuoi, e da lì parti per scrivere la tua storia.

si potrebbe continuare, ma anch’io (a mie spese) ho capito che le collaborazioni sono indispensabili; le parole che bruno ha utilizzato per raccontare la storia del soldato italiano nella prima guerra mondiale o i sentimenti espressi da giò sono molto più importanti delle note o gli arrangiamenti che io ho raccolto per raccontarli. e pure tempo fa, avevo un amico con cui scrivevo canzoni. lui si chiamava C e sapeva davvero scrivere bei brani. era libero dalle recinti. ascoltava i brani degli altri e poi ne riprendeva le idee, le rielaborava. ci sapeva davvero fare. non che mi manchi, non esageriamo, ma oggi mi dispiace pensare a quando lo criticavo perché lo vedevo farsi ispirare da altri cantanti (r.zero, baglioni, pooh) mentre io ero convinto che i ns brani dovessero essere davvero nostri, senza alcuna ispirazione esterna.

oggi ho capito che la collaborazione interna o esterna (ispirazione) è alla base di tutto.

non sono un musicista?

Con Te, il mio nuovo EP, è fuori da alcune settimana oramai. lo stiamo promuovendo e qualke risultato l’abbiamo ottenuto. x le vie brevi (LOL) ho parlato con qualcuno ke sta vicino a me e la critica principale ke ho sentito è ke la musica viene suonata da un computer. ke praticamente io non sarei un musicista. qual è il risultato di tutto ciò (secondo loro)? la mia musica non può Sre kiamata musica… Continue Reading