siete (ancora) iscritti alla siae?

Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me. Groucho Marx

è sabato sera e mi tocca parlare della siae. prima, un piccolo riassunto; l’altro giorno (dopo mie insistenze) l’account della siae ha accettato di farmi gli auguri, così come li fa a decine di altri autori (+ o – famosi) italiani e non.

e così’, dopo aver dichiarato 1 data di nascita, il 15/7, l’account tweet della siae ha pubblicato il seguente messaggio.

purtroppo, gli eventi di nizza e della turchia non mi hanno permesso di festeggiare degnamente, ma ho apprezzato il gesto. grazie davvero, soprattutto ai vostri social manager.

sono iscritto alla siae da decine di anni (94 o 95? non ricordo); era l’unico mezzo per difendere la propria musica: quando distribuivi un nastro ai simil-produttori che affollavano via mecenate, c’era sempre di mezzo la domanda: siete iscritti alla siae?

sono cambiate le cose?

all’inizio fu il servizio di report (nel 2001), ma più recentemente gigi d’alessio e fedez avrebbero lasciato la siae per accasarsi con soundreef. mentre, l’unione europea vorrebbe liberalizzare il mercato italiano e patamu fa il terzo incomodo. una discreta confusione.

in tutto questo, ho ricevuto dalla siae una mail. e questa volta non era per raccogliere la mia quota associativa annuale, ma per farmi firmare l’appello intitolato “mille firme in difesa del diritto d’autore”.

cosa faccio? firmo o non firmo?

in questi + di 20 anni di associazione la siae non mi ha mai coinvolto nelle proprie iniziative; né quando ero uno sbarbato, né quando ero un giovane uomo, né ora che sono un vecchio, decrepito, che ha superato i 40 senza mai avere pubblicato nulla: in questi 20 anni poteva chiedermi di mandare un mio provino a qualche scouting, poteva chiedermi di partecipare alle selezioni di un concorso per autori, poteva coinvolgermi in qualche idea cinematografica, ma non l’ha mai fatto.

la lettera riporta parole ineccepibili: “In futuro non ci sarà un mercato di contenuti se i creatori non saranno in grado di crearli”. chi parla è Jean-Michel Jarre. le parole sono state pronunciate da uno che non è dei 1000 autori che hanno (già) sottoscritto, ma il Presidente della Confederazione Internazionale delle Società di Autori e Compositori (CISAC). come detto, JMJ dice parole “sante”, che non fanno un piega: se non ci sono gli autori, i contenuti scompaiono. ma la siae dovrebbe anche aggiungere due parole sul mercato italiano degli autori. quanto è difficile entrarci, com’è complicato farsi ascoltare. e com’è impossibile ricevere un feedback.

fin dalla sua nascita sono un fan di Featured Artists Coalition (aka FAC). sono inglesi, loro sono un’associazione di artisti (iscrizione gratuita). stando in italia, la FAC può fare molto poco per me, eppure è riuscita a fare una semplice cosa: ha pubblicato una propria playlist su spotify e ci ha messo alcuni brani dei suoi associati (ne ho già parlato in questo post: “nello playlist FAC”) tra cui il mio “le cose cambiano”. poco o tanto, grazie a questa playlist sono riuscito a smuovere la classifica dei miei brani su spotify.

perché siae non fa cose del genere?