Undateable

mi piace un sacco una serie televisiva americana, undateable.

ambientata principalmente in un bar, ha un ritmo incalzante, gli attori recitano liberamente e (sembra) senza stacchi. spesso ci sono ospiti soprattutto musicali, e che pure cantano dal vivo.

un incrocio tra teatro e televisione, libero.

purtroppo, da noi viene trasmessa in italiano e quindi appiattita dai doppiatori italiani (senza offesa)…

impossibile chiedere qualcosa del genere in italia?

Io e la SIAE un rapporto difficile…

parliamo un attimo di siae.

da qualche tempo sto (per così dire) “trollando” l’accounto SIAE di Twitter. ne avevo già parlato qui e in quella occasione avevo letto e riportato con interesse la questione siae vs soundreef.

in breve, alcuni artisti “famosi” come gigi d’alessio e fedez avevano urlato sui giornali che avrebbero spostato il proprio repertorio dalla (ex) monopolista dei diritti siae verso la neonata soundreef.

io sono (ancora) iscritto alla siae; quei due o tre brani che vi girano per le balle sono stati regolarmente depositati a roma e io ricevo puntualmente… niente. ma quello non è il problema, il problema è la procedura di deposito. bisogna mandare carta, cartaceo, raccomandate e aspettare.

frustrato e deluso da questo processo lungo e faticoso, via twitter ho scritto alla siae:


Ovviamente, la siae non mi ha mai risposto, ma io non mi sono fermato.

visto che la siae non rispondeva ho chiesto a soundreef

quindi con soundreef posso depositare i miei brani solo con un mp3? interessante…

sperando di aver fatto ingelosire l’ottocentesca siae, ho riproposto la domanda e qui è sbucato dal nulla il povero matteo fedeli, che pare lavorare con la essere un consulente siae per le cose digitali (una specie di giulia innocenzi di santoro, ma meno trendy), che si è preso la responsabilità di dire la sua e di dare una data.

ma, matteo ti pare il caso di prenderti ‘sta accountability? sei pazzo? (e così non me la sono sentita di infierire)…

piccolo inciso: la questione deposito brani nasce dalle voci che si rincorrevano negli anni 90, quando si diceva (ma io non c’ho mai creduto) che il processo di deposito era, ehm, filtrato…

una cosa spiacevole; ma le voci sui reali autori di tanti brani di successo si sono spesso rincorse…

comunque la domanda l’ho fatta:

a quel punto, mi sembrava sufficiente e non era il caso di trollare oltre il povero matteo mcfedels, mentre l’account twitter di soundreef si leggeva il tutto e apprezzava…

in pratica, tra poco inizia novembre e (ovviamente) io ricomincerò la mia questione con siae (sorry matteo).

conclusione: trovo inquietante essere nel 2016 e dovere depositare un brano con la carta. modernizzate il processo! mandate in esubero le persone che ancora lavorano con la carta in siae! io ho quasi 50 anni e vorrei depositare almeno 1 BRANO in maniera digitale nella mia vita.

se questo non avviene entro l’anno, io l’anno prossimo passo a soundreef.

aggiornamento: dopo la pubblicazione dell’articolo il “solito” matteo fedeli è stato fedele al suo cognome e ha prontamente risposto con un tweet

in bocca al lupo a matteo… però io la data di scadenza del 31/12/2016 non la cambio.

articolo dedicato a mondi immaginari che mi ha chiesto di scriverlo

Sexy MF

altra notizia su Prince, in occasione del “Record Store Day’s Black Friday 2016” (il prossimo 25 novembre) la warner pubblicherà (di nuovo) il picture disc di SexyMF a forma di simbolo in 5.000 esemplari. tutti pronti con la pecunia, mentre l’originale si trova su ebay a 300 euro!

eccovi l’originale che arriva dritto dritto dagli anni 90.

4ever Prince

la notizia è una di quelle succose. esce intorno alla fine di novembre dalla warner il primo album postumo di Prince e si tratta di un (ennesimo) greatest hits intitolato Prince 4ever. grandi successi più un brano dal vault. i brani arrivano tutti dal periodo warner, come detto, che è anche quello più riconoscibile della lunga produzione di Prince. il brano inedito è Moonbeam Levels, un gioiellino pop, con linn drums (se non sbaglio) del periodo 1999, rivisto e corretto per alla fine degli anni 80. e facilmente reperibile su youtube.

più tardi (2017?) uscirà Purple Rain rimasterizzato – forse con qualche outtakes (brani dello stesso periodo di Purple Rain e/o in qualche maniera legati al film). questa sembra essere una produzione più interessante, mentre Prince 4ever, anche se accompagnato da un libretto di foto “mai viste prima” di Herb Ritts non pare valere il prezzo. ma d’altronde fan dell’ultima ora stanno spendendo centinaia di euro solo per completare la loro raccolta di Prince e quindi il pubblico ci sarà che acquisterà il greatest hits solo per averlo.

la notizia arriva da billboard

“solosolo” la regola del “do ut des”

passati i 40 si cerca di capire dove si è arrivati, quanta strada è stata fatta e perché.

la musica ha sempre svolto un ruolo importante nella mia vita. nella pagina “chi sono” accenno di quella estate dove invece del secchiello e della paletta mi portai un pentagramma. quel pentagramma ce l’ho ancora.

non furono fortunati i miei inizi musicali: i miei non concepivano un figlio cantante, cosa che io non volevo fare, anche se in una situazione paradossale mi avevano cresciuto a pane e musica. a me piaceva la musica e un lavoro nel mondo della musica è sempre stato il mio sogno. invece, forse per competizione, non dovevo superare i risultati raggiunti dai miei famigliari e così sono rimasto dove sono.

frustrato.

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i jovanotti che nascondono la vera musica

pochi giorni fa ha compiuto 50 anni jovanotti, che purtroppo è nostro contemporaneo;

giusto per chiarire non ho nulla contro la persona lorenzo cherubini (che non conosco), ma non mi piace il personaggio “musicale” jovanotti.

riconosco di j la fama e l’impatto nel mondo dei media; lui mette insieme la faccia alla celentano con un po’ di scopiazzature all’estero. non ho mai visto (dal vivo) un suo concerto, ma un amico che ha “pagato” per vederlo mi ha detto che è piuttosto noioso. non stento a crederlo: non è un cantante, non è un musicista, non sa scrivere testi; è il ritratto della banalità.

eppure, per il suo compleanno tutto si sono rincorsi a fargli gli auguri. persino il sole 24 ore gli ha dedicato un’analisi intitolata “Jovanotti Spa: 50 anni del dj che si fece brand (diversificando)“.

vista la crisi che sta passando il giornale della confindustria, forse in caccia di pubblicità/click, ammetto che non è una gran notizia avergli dedicato un articolo.

ho già buttato via troppo tempo nello scrivere di j, però mi rendo conto che internet (almeno in italia) ha perso molto del suo pregio che era quello di scoprire fenomeni nascosti, sconosciuti, lontani dalle masse. questo perché tutti vogliono raccogliere “lettori” o “click” e per farlo devono parlare di ciò che il pubblicò già conosce (pure io sfrutto questo filone) tipo jovanotti.

e in questo cortocircuito è diventato (quasi) impossibile scoprire nuovi fenomeni.