Pooh 1971 – 1975

smanettando* su spotify e a quasi un mese dall’addio dei pooh, ho preparato una nuova playlist con i migliori brani del primo periodo dei Pooh. ho ripreso gli album dal 71 al 75 (opera prima, alessandra, parsifal, un po’ del nostro tempo migliore e forse ancora poesia). da lì ho messo insieme quei brani più importanti (per me). non ci sono i grandi o meno grandi successi (tipo noi due nel mondo e nell’anima). non ci sono i classici (parsifal). ci sono quei brani più concreti, più ispirati e che rendono quegli album insostituibili nei miei ricordi. 14 bellissimi brani, che ho potuto riascoltare, riscoprire e amare ancora. ho messo uno dopo l’altro Oceano e Dialoghi, i primi due sfoghi cittadini di Valerio Negrini. il sesso romantico di Fantasia e l’avventura di Peter Jr. (unico brano di Forse Ancora Poesia). e, per finire, la voce rock di Valerio Negrini in Tutto alla Tre.

come al solito, la playlist la si può ascoltare con youtube. perché non ti iscrivi al mio canale youtube?

  1. Quando una Lei Va Via (Alessandra)
  2. Solo cari ricordi (Parsifal)
  3. Donna al Buio, Bambina al Sole (Alessandra)
  4. La Locanda (Parsifal)
  5. Il primo e l’ultimo uomo (Opera Prima)
  6. Come Si Fa (Parsifal)
  7. Oceano (Un po’ del nostro tempo migliore)
  8. Dialoghi (Parsifal)
  9. Fantasia (Un po’ del nostro tempo migliore)
  10. Lei E Lei (Parsifal)
  11. 1966 (Un po’ del nostro tempo migliore)
  12. Peter Jr (Forse Ancora Poesia)
  13. Orient Express (Un po’ del nostro tempo migliore)
  14. Tutto Alle Tre (Opera Prima)

* smanettando è una brutta parola…!

non parlare perché mi fa male

riascoltare i brani del 1997 (qui la playlist) è stato uno spasso e un’emozione. allora ero (più o meno) a metà del guado tra i 20 e i 30 anni. non so per gli altri com’è (stato) quel periodo, ma per me fu difficile. credi di avere un metodo per vivere una vita, ma ti scopri senza alcuno strumento. confuso. spesso in apnea, ho perso gran parte del mio tempo.

tornando alla playlist, devo ammettere una certa predilezione per tre artisti: will smith, jewel e i no doubt. l’album di will smith fu uno dei pochi (insieme ai jamiroquai) a rimanere per anni nel mio caricatore di 6 cd che allora avevo in auto. jewel la vidi in concerto a zelig (il locale di viale monza). diverso il discorso di don’t speak, il brano strappalacrime dei no doubt, che fu un colpo di fulmine. la melodia, il video e la voce di gwen sono impossibili da dimenticare. in seguito (1999?), come in un sottile filo (il)logico, i no doubt avrebbero collaborato con Prince, tipo una jam session. e allora, pensai, avevo ragione io.

tornando a don’t speak, il video è abbastanza chiaro. la storia d’amore è quella tra la cantante e il bassista. stupidamente avevo sempre pensato che fosse stato lei a chiudere la storia con lui, ma, guarda guarda, la canzone parla dell’addio di lui a lei. e l’autrice del brano è proprio la bionda cantante dei no doubt (con il fratello eric). lei racconta in questo articolo:

(prima di rompere con kanal) ero molto passiva, tutto ciò che mi interessava era essere innamorata del mio ragazzo. non avevo alcuna creatività (…) ma dopo la fine della nostra storia ho iniziato a scrivere queste canzoni.

leggendo il testo, ritrovo parole sincere, semplici. la verità è che raccontare nelle canzoni ciò che ci succede, ciò che proviamo e che viviamo ha un valore immenso. maggiore di qualsiasi costruzione o imposizione.

tu e io
stavamo sempre insieme
tutti i giorni insieme sempre
provo davverodi avere perso il mio migliore amico
non ci posso credere
che questo poteva finire
sembra che tu lo stai lasciando andare
e se è reale
beh, non lo voglio sapere

non parlare
so cosa stai dicendo
ti prego smetti di spiegare
non parlare perché mi fa male
non parlare
so ciò a cui stai pensando
non ho bisogno delle tue ragioni
non parlare perché mi fa male

dal mio diario privato (3/12/2001)

c’è stato un passo indietro nel rapporto con mio f, probabilmente è stato l’acquisto dell’auto, cioè non mi aspetto di ricevere la sua. questo potrebbe significare il rimandare per il discorso della casa. un primo passo per l’indipendenza sarà sicuramente la libertà di utilizzare l’auto quando mi pare. forse più avanti prenderò un appartamento in affitto, magari a c, sarò vicino al lavoro. sicuramente non prima del 2002. non voglio scoprirmi su tutte queste cose, al mia emancipazione deve partire anche da questo. tutti saranno contrari se deciderò di prendere un appartamento in affitto, ma ci sarà qualche passo da fare. l’atteggiamento di mio f è un grosso punto di domanda per me. non riesco a capire se mi sta attaccando o se è sulla difensiva. più la situazione è così, e più io sbaglio le parole e mi trovo a dire della cose che lui immediatamente mi corregge, o mi riprende negativamente. non ce la faccio a costruire un rapporto normale alla pari, non dico di amicizia, ma almeno alla pari. sono sempre indietro. il messaggio che mi arriva da lui è: tu mi 6 inferiore. finalmente l’ho detto. mi dispiace, ma le cose stanno sicuramente così. non posso fare altro che continuare nella mia politica, la stessa che uso con i miei, cioè dire “è un problema sua”. non posso fare altro. oggi ho raccontato a d ciò che mi ha detto sabato sera g (esco sempre con te, vorrei vedere gente nuova) è rimasto letteralmente senza parole. g non mi si rende conto di come stanno le cose, vive nel suo mondo, che nessuno gli deve toccare e se solo glielo sfiori diventa molto permaloso. sre permalosi è segno di insicurezza, lo ero anch’io, ora non lo sono +.

1997

a cercare e trovare vecchie cassette; l’antico, ma tanto comodo, nastro analogico sta tornando di moda. beh, ciò che non muore si rivede. oppure, torna sempre quel che se ne va. ed io che faccio parte della generazione x (nati tra il 1963 e il 1980) non voglio fare differenze. che comunque, volevo ringraziare wikipedia:

una generazione di adolescenti che “dormono insieme prima del matrimonio, non credono in Dio, disprezzano la Regina e non rispettano i genitori”

ben detto: sono tutte cose che io ho fatto (o che faccio). tieniti a distanza, però, perché non si sa come va a finire. infatti, tutto è iniziato con l’assenza di tutto, per poi scoprire che uno ha la disponibilità di tante cose, ma non ha il metodo per studiarle, per impararle, per renderle proprie. e come si fa? arrivano gli anni 90 e diventi grande. hai tutti gli strumenti, ma non sai come usarli. nessuno ti ha mai insegnato, ti lasciano con in mano quello che sai, che non è nulla. e ognuno si volta dall’altra parte. perché fate così? allora si cerca la propria intimità e la propria soddisfazione. e fai finta che vada bene anche a te, ma sai che non è quello di cui hai bisogno. sono gli anni 90. nel 1997 io ascoltavo (anche) questa musica.

  1. Mark Snow – X-Files Theme (HQ) MTV
  2. Meredith Brooks – Bitch
  3. No Doubt – Don’t Speak
  4. Will Smith – Just Cruisin’
  5. Patti LaBelle – Flame
  6. Lisa Stansfield – The Real Thing
  7. Jewel – You Were Meant For Me
  8. Will Smith – Men In Black
  9. Spice Girls – Who Do You Think You Are
  10. Toni Braxton – Come On Over Here
  11. Natalie Imbruglia – Torn
  12. Mariah Carey – Honey
  13. Us3 – Come On Everybody (Get Down)
  14. Will Smith – Miami

così, te lo volevo dire. vorrei che questo diventasse un luogo dove lasciare qualcosa a chi verrà dopo di me. perché la fine è vicina. non c’è molto altro tempo. e vorrei che fosse chiaro che gli errori che ho fatto io, o che hanno fatto gli altri con me, non dovreste farli anche voi.

altre mie playlist qui

dal mio diario privato

a quanto pare, è arrivato il momento di investire in vinile. secondo digital music news )che riporta uno studio deloitte( in 7 anni si avranno ricavi da 1 miliardo di dollari nel vinile. cose grandi per chi fa musica d’autore, per chi suona veramente nei suoi dischi. ed è per questo che io sto producendo musica strumentale. elettronica. fatta con il computer. ma chissenefrega, tanto nessuno l’ascolta. ho mandato un mio brano a un’organizzazione che vuole aiutare gli autori, ma non sono stato accettato nell’enclave. ci riproverò più avanti. anche perché ho letto )sempre su digital music news( 10 consigli per diventare un grande autore. qualcosa prima o poi succederà. intanto, provo a mollare il controllo che esercito per diventare meno ansioso e lasciare che le cose vadano per la loro strada. dicevo, sto producendo nuova musica strumentale e questa è una buona occasione per ascoltarla ad alto volume. perché aggiungo al titolo dal mio diario la parola privato? perché ne esiste un altro non privato? di cosa mi sono privato? mi sono privato del privato?