Musica: la vera storia (non solo quella di Avicii)

Avicii: True Stories http://bit.ly/2MV9vht su Netflix

C’è stato un momento – tipo 25 / 30 anni fa – quando l’elettronica e la tecnologia hanno cominciato a comandare nel mondo della musica.

Nel fare musica.

Per (quasi) tutti gli anni 80 la musica si era avvalsa dell’elettronica. La batteria elettronica Linn Drum LM-1 (foto sotto) era tanto amata da Prince, perché gli permetteva di fare in fretta: lui aveva un’idea, la registrava e diventava realtà. Realtà = Canzone = Successo = Tanti Soldi (nel caso di Prince).

Linn LM-1 Drum Computer.jpg
Di Ekwatts di Wikipedia in inglese – Trasferito da en.wikipedia su Commons., Pubblico dominio, Collegamento

Stesso discorso il sinth Dx7 della Yamaha (foto successiva) o il concorrente il D-50 della Roland. Tastiere con una loro personalità. Strumenti che avevano un timbro e un suono nuovo e che hanno caratterizzato quel periodo.

Yamaha DX7 (on stand).jpg
Di Leo-setä – originally posted to Flickr as DX7 synth, CC BY 2.0, Collegamento

Ma questi erano strumenti singoli. Dovevi comunque avvalerti di uno studio di registrazione per integrarli nel resto della canzone. Così come mettevi la chitarra sul nastro, così mettevi il suono della tastiera. Per dirne uno.

Poi sono arrivate le Workstation. Come la Korg M1 (foto sotto). Una tastiera che faceva tutto. O tanto. In primo luogo aveva un buon sintetizzatore, nel caso del Korg M1 era un campionatore, cioè uno strumento che riproduceva suoni e timbri registrati dal vivo. Completato da un sequencer, che era un registratore digitale. Con un solo strumento – relativamente economico – come il Korg M1 avevi la possibilità di fare un brano dall’inizio alla fine. Io l’acquistai nel 1989 (dopo averlo visto in tour con i Pooh). Da allora e per moltissimo tempo fu il mio strumento.

Korg M1.jpg
Di Warren B. – originally posted to Flickr as IMG_1940.JPG, CC BY-SA 2.0, Collegamento

Con queste soluzioni si ridussero le dimensioni e i costi per chi voleva fare musica. Se avevi una buona idea bastava poco per realizzarla. Per tutti gli anni 90 ci fu un’evoluzione fortissima in questo senso. Un’evoluzione che alla fine ha prodotto i DAW (acronimo che significa Digital Audio Workstation) come Pro Tools e Logic.

Oggi, si fa tutto al computer. Loop, timbri, parti di orchestra e fill di batteria. C’è tutto quanto fa una canzone in un DAW. E grazie a queste applicazioni c’è stata una netta riduzione della presenza delle tastiere, da un punto di vista fisico, intendo. Al massimo ti prendi una tastiera con 3 ottave per suonare le parti di assolo.

Non hai bisogno d’altro.

E qui inizia la storia di Avicii, il “disc jockey e produttore discografico svedese” di grande successo che si è tolto la vita il 20 aprile scorso.

Netflix ora distribuisce il documentario Avicii: True Stories del 2017. Diretto da Levan Tsikurishvili, il film racconta gli esordi, i primi tentativi e il successo del DJ svedese. Il documentario è ben fatto, forse un po’ troppo lungo per i miei gusti, e ha il pregio di mostrare video reali del lavoro di Avicii e del dietro le quinte. In qualche momento sono piuttosto crudi. Le testimonianze sono di David Guetta, Wyclef Jean e Nile Rodgers.

Avicii è stato un autore di successo grazie all’utilizzo (o lo sfruttamento) della tecnologia. Dei DAW (lui iniziò con FL Studio).

Trattandosi di un documentario non ha senso parlare di spoiler, ma da qui in avanti metterò delle anticipazioni sul contenuto del film.

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Film: Mary e i fiori della strega

Mary e i fiori della strega è il film di animazione giapponese nelle sale in questi giorni. Domenica pomeriggio siamo andati a vederlo nel nostro cinema preferito. Viene presentato come un’opera dello Studio Ghibli, ma in realtà è la prima opera dello Studio Ponoc; lo studio di animazione giapponese nato nel 2015 che sta raccogliendo l’eredità di Miyazaki e Takahata dello Studio Ghibli. Gli elementi Miyazakani si vedono tutti. Le protagoniste femminili e la passione per il volo. Il regista Hiromasa Yonebayashi arriva proprio dallo studio di Mitaka dove ha lavorato come animatore sia con Miyazaki che con Takahata.

Qui il Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=ujmBdR3uuFI

Il film narra di una vivace bambina, Mary, che trascorre un periodo di vacanza dalla pro-zia Charlotte in attesa dell’arrivo dei genitori e dell’inizio della scuola. In casa con la pro-zia la piccola Mary si annoia. Viene così spinta dalla pro-zia e dalla governante a uscire per la bella giornata. Durante uno di questi giri, Mary incontra Peter, un suo coetaneo che trascorre l’estate facendo commissioni, e i gatti Git e Tib. Seguendo i mici Mary scoverà nel bosco i fiori dal colore blu acceso. Il fiore della strega. Qui inizierà la sua avventura tra voli a cavallo di una scopa e la visita alla magiuniversita.

Il film tra misteri, personaggi di spessore e scene divertenti è un omaggio a tutta l’animazione dello Studio Ghibli e per questo fa ben sperare per il futuro. Abbiamo bisogno di film di animazioni per sognare e riflettere.

Senza fare spoiler, il film finirà con Mary che a cavallo della scopa urla a Peter: “la magia non ci serve!” Una dichiarazione d’amore per la vita e per l’umanità che mi ha fatto emozionare.

Mary e i Fiori della Strega è nelle sale fino al 20 giugno. Distribuito in Italia dalla Lucky Red, che non smetteremo mai di ringraziare.

Mary e il Fiore della Strega

Le ginocchia nella schiena (al concerto di Giorgia)

Anni 2000, frequento un nuovo gruppo di amici. Senza che io lo sappia, a qualcuno piace la musica nera. Scopro che c’è il concerto di Giorgia e propongo a tutti di andarci. Apprezzano in 3. Prendo i biglietti. Con Giorgia suonano gli ex Npg Sonny T e Michael B. Se non ricordo male, Sonny, era direttore musicale del tour. I due ex musicisti di Prince suonano in maniera scolastica; fanno il loro lavoro, ma senza sforzi. Nulla rispetto a quanto producevano con Prince. Lui era speciale nel mettere in evidenza i suoi musicisti. Forse il suo vero e unico talento.

Siamo al Forum. Un sacco di gente. Non mi aspettavo Giorgia avesse così tanto seguito. Cinicamente penso: “sarà merito del suo ex.” Le canzoni più emozionanti sono proprio dedicate a lui. La commozione sua e del pubblico è tangibile. In realtà quello che ascolto non è male, ma non è nulla di eccezionale.

Abbiamo solo qualche problema con i ragazzi nella fila dietro di noi. Una di loro si è allungata fino a puntare le ginocchia nella nostra schiena. A nulla valgono gli sguardi che periodicamente le lanciamo girandoci verso di lei. La scena è questa: lei si allunga e punta le ginocchia. Noi si sbuffa, ci si gira e si fissa incazzati la persona che disturba. Di solito la si usa al cinema. Ma non serve a nulla al cinema : così come non serve a nulla quella sera.

Continua il concerto e verso la fine Giorgia fa i grandi successi. Il brano di Sanremo. A quel punto la vicina con le ginocchia nella nostra schiena chiama al cellulare un’amica per farle ascoltare il concerto urlando: “senti, senti, è bravissima!”. Una rincoglionita.

del perché non mostro più i video

da qualche tempo ho deciso di non inserire video di altri presi da youtube/vimeo. troverete solo i link ai video per poterli vedere sul sito. ho preso questa decisione per una serie di motivi. primo perché lefsetz non lo fa. penso non l’abbia mai fatto. chi è lefsetz? si tratta del migliore critico musicale/pop in circolazione. ha una sincerità e una schiettezza nelle proprie opinioni che non si trova ovunque. leggi qui tutti i miei articoli su di lui. lui non mette mai un video nelle sue pagine, ma rimanda alla pagina di youtube dove si trova il video. secondo motivo, perché non ha senso mischiare le produzioni di altri con le mie. infatti i miei video continueranno a esserci in queste pagine, con l’apposito inserimento. terzo motivo, perché non vorrei fare casini con la siae.

Prince in Piano & a Microphone 1983 – i miei dubbi

Kiowa Trail Home Studio

2016 – Mia foto dell’entrata al Kiowa Trail Home Studio

Il 21 settembre uscirà un album postumo di Prince. Si chiamerà “Piano & a Microphone 1983” e sarà pubblicato da quei cattivoni della Warner. In questo album ascolteremo Prince suonare al piano alcuni dei suoi brani più celebri. I brani sono stati registrati nella villa di Prince (forse il luogo di maggiore ispirazione per lui) all’indirizzo 9401 Kiowa Trail di Chanhassen. La cancellata c’è ancora e ancora mostra con orgoglio il simbolo dell’amore e della pace. L’avrebbero scovato all’interno del Vault (la cabina armadio dove Prince custodiva brani, master e registrazioni mai pubblicate). Il lavoro di marketing ‘sta volta ha giocato sulla data di nascita di Prince (ieri 7 giugno) quando avrebbe dovuto compiere 60 anni. Per far venire l’acquolina in bocca a noi fan è stato deciso di pubblicare in anteprima un brano. Si tratta di “Mary don’t you weep”, un brano spiritual; startribune dice che finirà nei titoli di coda del nuovo film di Spike Lee (sperando che il nuovo film del genio niuorchese non sia un rompimento di balle tipo “Miracolo a Sant’anna”). Per ascoltare il brano cliccare qui www.youtube.com/watch?v=srwfAeXaTM8 (si aprirà una nuova finestra)

Un paio di annotazioni.

Primo: la qualità audio del video ufficiale su youtube è davvero bassa. Si sente netto e deciso un odioso soffio di fondo che circonda tutta la registrazione. Non ho dubbio che i tecnici abbiano lavorato alacremente per migliorare la qualità del suono, ma davvero non si poteva fare qualcosa di più? Tipo usare il buon vecchio Dolby?

Secondo: Il nuovo manager degli affari di Prince e consulente della famiglia con la benedizione della Banca, Troy Carter, dice che:

questa onesta, intima registrazione, che è stata fatta all’inizio della carriera di Prince, prima che raggiungesse la notorietà mondiale, è simile ai concerti di Piano & A Microphone della fine della sua carriera nel 2016.

E qui sta la seconda questione: perché riprendere una registrazione così simile ai concerti finali di Prince? Perché confondere le idee ai pazienti e lungimiranti fan di Prince? Perché ripercorrere la storia che Prince ci ha già raccontato a modo suo? Dal vivo.

Noi fan di Prince siamo ghiotti di qualsiasi cosa esca dal Vault, ma deve uscire qualcosa che abbia un senso sia in termini tecnici, che artistici.

Dovete raccogliere l’eredità di Prince raccontandone la storia che non sappiamo. Fateci smontare i brani. Aiutateci a capire il suo genio. Il suo rapporto con i genitori. Il suo rapporto con le donne.

Ecco la tracklist completa:

  1. 17 Days
  2. Purple Rain
  3. A Case Of You
  4. Mary Don’t You Weep
  5. Strange Relationship
  6. International Lover
  7. Wednesday
  8. Cold Coffee & Cocaine
  9. Why The Butterflies

75 suggerimenti per musicisti casalinghi

eh, no. non troverai QUI questo elenco. è un elenco che avevo trovato diverso tempo fa sul sito cdbaby (maggio 2015). loro hanno fatto questo post sul sito diymusician. avevano elencato 75 suggerimenti utili per far uscire la propria musica dalla cameretta.

eh?

il suggerimento migliore è il numero 58:

58. fatti questa domanda: cosa farebbe PRINCE al mio posto?

(58 è l’anno di nascita di Prince e l’età che Prince avrebbe compiuto l’anno in cui è morto)

L’eredità di Prince, intervista a Charles Koppelman e L. Londell McMillan

Da qualche tempo sono tornato a tradurre in italiano articoli stranieri; l’intento è quello di lasciare una traccia italiana di interviste e opinioni interessanti. Spesso affronto argomenti legati a Prince, come in quest’ultimo caso. Si tratta di un’intervista rilasciata da Charles Koppelman e L. Londell McMillan. Sono i due manager che in un primo momento avevano la responsabilità di gestire l’eredità musicale/artistica di Prince. L’intervista era stata pubblicata da Billboard ed era stata fatta da Jem Aswad.

Qui sotto il link per leggerla.

Onorare e monetizzare l’eredità di Prince