Chi gestisce il Vault di Prince?

È uno strano weekend; l’ascolto di Purple Rain Deluxe (per ora solo l’originale con rimaster) che così mi aveva entusiasmato non mi dato molta emozione. Il lavoro di rielaborazione fatto “sotto la supervisione” di Prince (overseen by Prince in inglese nei crediti) è sembrato poco ispirato. D’altronde bisognerebbe ascoltare il missato originale per poter dare un giudizio concreto; si rischia di scontrarsi con giudizi e gusti personali.

La pubblicazione di Purple Rain è però l’occasione per ragionare sulla gestione della musica di Prince; anche Jay Z ha voluto dire la sua inserendo in un strofa del suo nuovo album un riferimento proprio a Prince e all’avvocato Londell McMillan che all’inizio aveva gestito gli interessi degli eredi nella proprietà (adesso ho perso il conto delle varie discussioni). Secondo Jay Z, McMillan avrebbe tradito i desideri di Prince sfruttandone economicamente la musica o vendendo biglietti per andare a casa sua (Paisley Park?).

Jay Z non ha una visione asettica della situazione visto che Prince aveva dato in esclusiva al servizio di streaming musicale Tidal di proprietà di Jay Z, tutto il suo catalogo mentre da qualche mese parte del catalogo (il periodo Warner) è disponibile ovunque a partire da Spotify. A prescindere da questo, i 6 fratelli e sorelle di Prince (eredi secondo il giudice) sembrano persi nell’industria discografica e starebbero affrontando una situazione inquinata dall’assenza del testamento affidandosi a 2 manager (un avvocato e un discografico) che prima di tutto devono far fronte a onerosi impegni finanziari. Si parla di un patrimonio valutato intorno ai 200 milioni di dollari che verrebbe dimezzato dopo il pagamento delle tasse.

Diamo per acquisito che non c’è nulla da fare con le tasse: bisogna sfruttare velocemente la musica e il personaggio Prince senza che ci si dimentichi di lui per far uscire da qualche parte i soldi che lui invece raccoglieva in 4 e 4 8, organizzando concerti dal vivo. Ma c’è dall’altro.

Detto questo, a me pare che rimanga sempre fuori l’aspetto musicale; non ho traccia di una presenza artistica che possa mettersi a capo di questa gestione e dare delle direttive. Mi riferisco a un produttore, un cantante o un compositore di riconosciuta fama che ascolti con orecchio critico la musica di Prince e la metta in fila con un criterio artistico. Capisco la grande difficoltà nel trovare uno che sostituisca Prince e ne diventi il produttore dopo la sua morte, ma (appunto) Prince non c’è più e ci sono migliaia di brani nel Vault che qualcuno deve ascoltare e valutare. Leggendo i crediti del nuovo Deluxe, mentre da una parte c’è un prezioso dettaglio con tutte le informazioni sul luogo di registrazione dei singoli brani e l’imperdibile racconto di Susan Rogers, il responsabile e produttore esecutivo pare essere Michael Howe, cioè il vicepresidente A&R (Artists and Repertoire, la divisione che cura il rapporto tra gli artisti e la casa discografica) della Warner. Sul suo account twitter due soli post che risalgono al 2014, uno dei quali dedicato a Prince.

Ancora una volta una figura manageriale. Non uno che zompetta su un palco, un musicista. Forse proprio quello che Prince non voleva.

Mi domando, quindi, chi potrebbe mettersi alla console di Paisley Park e lavorare sui nastri?

Ecco 3 proposte:

  1. Will-I-Am (anima dei Black Eyed Peas) – nato nel 1975 è una figura che va dal produttore, al rapper autore di canzoni, collaborazioni con Obama per la campagna elettorale. Ottimo imprenditore. Potrebbe dare alla musica di Prince una spinta verso il futuro.
  2. Pharrell Williams – produttore, autore, musicista con passione per la moda. Avrebbe voluto collaborare con Prince, sarebbe stato un duetto esplosivo. Musicalmente vicino al gusto pop di Prince. Curerebbe con passione il Vault. Nato nel 1973.
  3. Jay Z – sì proprio lui. Aveva ottenuto la fiducia di Prince, non una cosa da poco. Nato nel 1969 ha qualche anno in più degli altri e potrebbe essere più consapevole del valore di Prince negli anni 80.

Del mondo di Prince e del Minneapolis Sound coinvolgerei Jimmy Jam e Terry Lewis; sono parte dei Time la band con a capo Morris Day, hanno prodotto e scritto con ottimi risultati per Janet Jackson, conoscevano bene Prince e potrebbero essere davvero utili. Jimmy Jam si era anche proposto a ricoprire questo ruolo.

Dai Revolution prenderei solo Wendy e Lisa, ma non credo potrebbero trattare la musica di Prince post-revolution con la giusta attenzione. Poi c’è Sheila E che potrebbe dire la sua, così come qualsiasi altro musicista a partire da Eric Leeds. Mentre eviterei totalmente i musicisti/famigliari, tipo Andrè Cimone, sarebbero troppo coinvolti emotivamente e non vedo particolare talento musicale in loro.

Se avete altre proposte le aspetto, rimane la domanda: dove sono i nastri del Vault ora e dove sono stati ascoltati?

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Simone

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