c’è qualcuno là fuori?

ho quasi 50 anni e non ho mai, neppure per un momento, vissuto la vita che volevo vivere io. fin dall’inizio mi sono trovato a lottare per qualcosa che non era ciò che volevo io. ho ripensato a queste cose quando ho letto un articolo di billboard (http://bit.ly/2EStYPR) su un band sud coreana che sta affrontando il mercato cantando in coreano. sono i BTS (in inglese Bulletproof Boy Scouts e in coreano Bangtan Sonyeondan).

questi ragazzi che vanno dai 20 ai 24 anni denunciano quello che denunciano tutti i giovani del 2018. e che dicevo anch’io ai miei 20 anni.

sinceramente, dal nostro punto di vista, ogni giorno è stressante per la nostra generazione. è dura ottenere un lavoro, ed è ancora più difficile andare all’università, ora più di sempre. (…) gli adulti devono fare politiche che facilitino un generale cambiamento sociale. proprio ora, le classi privilegiate, le classi più alte hanno bisogno di cambiare il loro modo di pensare (…) e non vale solo per la Corea, ma per tutto il mondo. il motivo per cui la nostra musica ha senso per le persone di tutto il mondo per chi è 20enne o 30enne è per questi problemi (…) ma se non parliamo noi di questi problemi chi lo farà? i nostri genitori? gli adulti? non tocca a noi? queste sono le cose che ci diciamo tra di noi: chi meglio di noi sa quali difficoltà affronta la nostra generazione?

ecco sono qui che aspetto un artista italiano che produca qualcosa di simile. c’è qualcuno là fuori?

Simone