Bloom: Morgan e The Van Houtens

Sabato scorso (nella notte tra il 19 e il 20 maggio), come testimoniato da un post su instagram, siamo stati al concerto di Morgan al Bloom di Mezzago (storico locale brianzolo). Nel concerto Morgan, coadiuvato da Megahertz, si è buttato in un live di stampo elettronico, tra la jam e la casualità. Brani di Castoldi e cover varie (tipo De Andrè, Pink Floyd). Una di quelle serate che lo rendono immortale, o mortale per il pubblico.

La serata è stata un’esplosione di dissonanze. Tutto molto impreciso, rumoroso, senza controllo e poco coordinato. Causa anche una lunga attesa condito dalla musica sparata nelle casse, (caro Bloom perché soffocare le persone con un doloroso rock?) dopo circa un’ora di concerto di Morgan siamo venuti via. Il costo del concerto è stato davvero basso e sapevamo che poteva essere una scommessa, ma ho trovato questo spettacolo troppo difficile.

Troppo improvvisato.

E (francamente) uscire sul palco fumando è una cosa che non si fa più: non è neppure una trasgressione. E’ solo tristezza.

Prima del duo MM, hanno ben suonato The Van Houtens; loro sono fratello e sorella (Alan e Karen). Hanno già dei passaggi televisivi (Strafactor) e collaborazioni illustri (la ginnasta Carlotta Ferlito) nel curriculum e quindi non li scopro di certo io. La band sul palco del Bloom era formata dai due già citati e da una chitarrista/bassista (dalle doti evidenti) e da un musicista alle tastiere/computer.

Simone

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