Livia Ferri – Pavlov

Dal suo bellissimo Taking Care, ospite fisso delle mie cuffie, Livia Ferri ha pubblicato il nuovo singolo intitolato “Pavlov”.

Il brano è accompagnato da un video di rara bellezza; il regista Marco Arturo Messina dirige onestamente gli attori, e ottiene un risultato  maggiore della somma delle parti. Tanti complimenti a tutti. Complimenti a Valentina Sarti Magi per il make up di Livia, tra i Kiss e Amanda Palmer. Agli attori protagonisti delle parole di Livia: Eleonora Siro e Francesco Bauco. Complimenti a Luigi Buccioli e Monica Burgio (arti marziali) e ai giocolieri Niccolò Frasso e Sylvia ‘Pisykopatika’ Martin.

Complimenti a Livia Ferri, Mario Struglia, Marco Arturo Messina per il soggetto semplice, ma di spessore. Complimenti a chi ha preso il tutto e dietro le quinte l’ha reso indimenticabile: Luca Coassin, Simone Mele, Elia Falaschi e Ludovico Bettarelli.


Non so perché, ma questo è un periodo dove la lacrima si materializza sul mio muso ogni volta che un artista produce qualcosa fatto con sincerità.

E questo è il caso di Livia Ferri.

Musica da regalare

5 consigli per regalare musica il prossimo 25 dicembre. Tutti secondo la mia personale opinione e divisi per età. Attenzione, appositamente non ho proposto gli ultimi lavori di Justin, di Robin Thicke, di Britney, di Miley, di LadyG o di altri cantanti superconosciuti. Per acquistare i loro lavori non avete bisogno di me.

Prima di tutto un video che presenta i 5 lavori.

under 20

Pure Heroine di Lorde


Ai teenager quest’anno deve essere regalato il nuovissimo Pure Heroine di Lorde. Il primo lavoro della cantante neozelandese, trascinato dal singolo Royals, è un piccolo gioiello di suoni, melodie e elettronica. Uno di quei dischi che fra 30 anni ricorderà loro questo periodo della loro vita.

20-30 anni

Tales Of Us di Goldfrapp


Crescendo l’electropop degli inglesi Goldfrapp rimane imbattibile. Il loro nuovo lavoro Tales Of Us (che ho ascoltato spesso nei miei viaggi metropolitani) è una raccolta di 10 canzoni dedicate a 10 personaggi.

30-40 anni

Sing to the Moon di Laura Mvula


Laura Mvula è la voce inglese che ha sorpreso tutti. Il suo Sing To The Moon l’ho ritrovato in molte classifiche dei migliori lavori del 2013. I brani sono ricercati e strizzano l’occhio all’Africa. Ottima anche per chi ha superato i 40 anni.

40-50 anni

Wise Up Ghost di Elvis Costello & The Roots


Miscela esplosiva questa prodotta da Elvis Costello con The Roots. Funkypop. RockR&B. E psicadelia. Qui c’è tutto. Tipo Prince e i Revolution + Beatles + Red Hot Chili Peppers. La presenza della The Brent Fischer Orchestra rende il tutto imperdibile. Agitare con cura, perché sotto i 40 anni potrebbe non piacere pesantemente. Non ne parliamo sotto i 30 anni: si rischiano insulti.

Over 50

Brooklyn Babylon di Darcy James Argue’s Secret Society


Il lavoro, giustamente definito monumentalmente ambizioso dal TheNewYorkTimes, ha ricevuto una nomination ai Grammy nella categoria Best Large Jazz Ensemble Album. La qualità dei musicisti, degli arrangiamenti e della registrazione non deluderà nessuno sopra i 50 anni (i più esigenti?) che risentiranno le armonie dei loro padri (la big band).

La Vita vs Luna

L’altra sera si è conclusa l’ennesima edizione di X Factor (la settima) con vincitore Michele della scuderia di Morgan che ha presentato come inedito una ballata tradizionale. Quello che colpisce del brano La Vita e La Felicità e che potrebbe – forse – ricordare il brano Luna di Gianni Togni. Ma , si sa, le note sono sette. Altro: X Factor 7, sospetti di plagio sul vincitore MicheleXFactor, vince Michele: 2 milioni di spettatori (grazie anche agli One Direction)

8 Saturnalia (Playlist)


Venite a festeggiare Saturnali. Non fatevi attrarre dal consumismo. Disperdete i vostri avere alla fermata del tram e lasciate che il vostro corpo brilli alla luce della musica di Pharrell Williams (Happy), danzate con Justin Timberlake per tutta la notte. Che la voce angelica di Lorde (gran bel disco il suo!), la dolce novità dei Tinavie o di Josephine rimescoli la vostra anima. Incrociate le braccia ascoltando Asgeir. Chiudete gli occhi muovendo i menischi al ritmo di dei Redrum Alone. Che le lacrime di Miley non scorrano invane! E che le urla di Katy Perry vi rendano degli animali liberi. Sapete che Prince ha lavorato con Janelle Monàe? o che i Goldfrapp hanno dedicato un brano a me? Ora tocca a me. Oppure chiediamo alla prima bitch che passa di qui.

Ricordate: Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia.

E comunque, se avete Spotify, potete ascoltare i brani qui.

Natale 2013: regalate musica

Qualche anno fa il regalo più cool da fare a Natale era un libro.

L’altro giorno, però, il Censis ha detto che le cose stanno cambiando (stampa); gli italiani hanno ricominciato a leggere libri.

Allora il mio consiglio per questo Natale è: regalate musica.

Poi scegliete voi cosa regalare.

Potete provare con le Spotify e-Card (da 1 mese a 12 mesi di musica).

Oppure i Buoni Regali di Amazon che vanno da 50 euro a 200 euro.

La Italianjam’s amica Veci ha preparato un bellissimo lavoro e intramontabile con i Beetles (a sinistra l’esempio).

Fra qualche giorno le mie proposte per regalare ottima musica.

4 dicembre 1993

20 anni fa moriva Frank Zappa.

Frank Zappa in concerto (Norvegia, 1977). Fonte: Wikipedia.

Di cose ne scriveranno molte in questi giorni. Persone presenti e persone assenti. Voi cercate di ascoltare, più che leggere.

06 Interdizione dai pubblici uffici (playlist)

  1. Gentleman – Psy
  2. Queste Ossa – Drupi
  3. Can’t Live With The World – Laura Mvula
  4. As I Lay Me Down – Sophie B. Hawkins
  5. Blurred Lines – Robin Thicke, T.I., Pharrell Williams
  6. Recover – Chvrches
  7. Until You Come Back To Me – Aretha Franklin
  8. Skinny Love – Birdy
  9. One Too Many Mornings – Bob Dylan
Dopo più di un mese, l’ultima playlist risale al 28 aprile, eccoci con la nuova. Siamo alla numero 6 dal titolo “Interdizione dai Pubblici Uffici”. Questa uscita la potete ascoltare quasi tutti i brani (manca solo Drupi) anche con una playlist video di youtube (Pharrell Williams che suona il basso in Blurred Lines vale da solo tutta la playlist). Ho scelto 9 brani che mi hanno accompagnato in questi ultimi tempi. Si parte con Psy con il suo nuovo brano / video. Poi Drupi, uno dei più grandi artisti italiani, che ha scritto e cantato davvero bene questo blues nella nostra lingua (cosa davvero rara). Poi la scoperta di Laura Mvula e il suo Can’t Live With The World; è stato complicato trovare un solo brano dal suo Sing To The Moon, che vi consiglio caldamente. Sophie B. Hawkins è stata protagonista di una puntata dei Community e quindi non potevo dimenticarla. Pharrell Williams pare avere sempre un posto nelle mie playlist per donare un tocco funky. Con Recover ci sono i Chvrches che ho trovato su Spin (i migliori 5 nuovi artisti di marzo). Poi Aretha Franklin che trova posto grazie ad un suggerimento dell’amico Massi (su youtube ho caricato la versione cantata dal vivo con Stevie Wonder, quella che lui preferisce). Poi arriva la giovanissima Birdy che ci ha accompagnato verso un mercatino. Infine, Bob Dylan per ricordare il libro su Steve Jobs che ho terminato di leggere proprio in questo periodo (e del quale ho parlato qualche giorno fa). Buon ascolto.

La copertina di The Italian Jam è di Veci

Veronica Carratello aka Veci è l’autrice della copertina che vedete in diversi esempi di The Italian Jam. Ci siamo incontrati a Cartoomics di Milano a febbraio, dove presentava il suo fumetto comico Fat Bottomed Girls (FBG): “Le protagoniste sono 3 simpatiche vecchiette che ritornano a essere groupies dopo tanto tempo”

Veci arriva dalla scuola d’arte di Novara e si è diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Torino. Nel suo curriculum ci sono già diversi lavori, quasi tutto ciò che fa lo trovate sul suo sito http://vecicomix.blogspot.it/ oppure su http://veci.deviantart.com/ oppure chiedete direttamente a lei.

 Ho chiesto con qualche timidezza a Veci se volesse lavorare alla copertina di The Italian Jam e lei (a differenza di altri suoi colleghi) quando ha saputo che la mia è un’autoproduzione, fatta in casa come i tortellini della nonna, si è messa a disposizione, ha elencato le sue richieste e ha capito le mie necessità. E poi si è messa al lavoro.
Veci è molto brava perché sa disegnare (basta guardare i suoi lavori) e ama la musica (FBG è pieno di riferimenti sonori) ed è fortemente ironica. Nel fumetto c’è persino un suo cameo, un personaggio che frequenta i concerti ma che non riesce proprio a goderseli.

Questo è il suo lavoro che con orgoglio sto utilizzando ovunque e che porterò in giro per molto tempo. Nel frattempo ho in mente altre cose per lei, ma le svelerò al momento giusto.

La lezione di Steve Jobs

Ho letto la semi-autobiografia su Steve Jobs. Semi, perché commissionata da Jobs ma scritta con (relativa) libertà da Walter Isaacson (qui tutti i libri di Isaacson su Amazon.it), già “presidente e amministratore delegato della CNN e caporedattore del TIME” (wikipedia). Il tutto grazie ad un Kindle di prima generazione e all’offerta di Amazon, che all’acquisto del Kindle mi ha offerto il libro gratuitamente.

Il Libro
Isaacson scrive un ottimo libro/documento che racconta la storia di Steve Jobs, tratteggiando le sue caratteristiche imprenditoriali. Le lezioni che si possono imparare sono davvero tante e possono servire a chiunque. Anche noi musicisti.

Perché Steve Jobs è un appassionato di musica, di musicisti e di canzoni. La sua vita sfiora spesso il mondo della musica. Ha una passione per Bob Dylan, tanto che ne usa la carriera come metafora: per Apple è stato necessario evolversi nel corso del tempo, così come per Dylan venne il momento di introdurre un sound elettrico nella sua musica (leggetene su Wikipedia cliccando qui).

iPod e iTunes

Le sue invenzioni musicali, iPod e iTunes, sono tra i più grandi colpi della Apple nella musica. E si devono proprio alla sua ossessione per la perfezione, unita alla passione per la musica. La semplicità, ripeto SEMPLICITA’, nell’acquistare, scaricare e ascoltare legalmente le canzoni è alla base di questo successo. Quando incontra i dirigenti delle case discografiche, anche i più scettici saranno conquistati dall’integrazione tra le varie componenti: per l’utente, dal momento dell’acquisto al momento dell’ascolto passa pochissimo tempo.
La parola d’ordine è integrazione: per Steve Jobs integrare l’arte (la musica per esempio) con la tecnologia (l’iPod in un caso) è alla base della filosofia che permette il successo della Apple. E così è per la Pixar.
Anima
I risultati della Apple sono dei prodotti che posseggono una forte anima. Che trasmettono un’esperienza superiore a prodotti simili. Che anticipano le esigenze dei clienti. I film Pixar raggiungono vette inasperate per il cinema di animazione, sia in termini di storie, sia in termini di immagini. I prodotti Apple sono altrettanto e clamorosamente calorosi, umani direi, quando entrano nella vita delle persone. Chiunque abbia avuto in mano un prodotto Apple sa bene cosa significa viverne l’esperienza. La semplicità, ripeto SEMPLICITA’, la bellezza della confezione, la velocità di accesso sono caratteristiche uniche, che (come detto) aggiungono un valore illimitato a dei pezzi di alluminio, di vetro o di plastica.
Chi fa musica può (o deve, secondo me) imparare questa lezione.
Troppo spesso mi ritrovo ad ascoltare (e poi recensire) canzoni belline, ma senza anima, senza calore: che non trasmettono amore. E non serve aggiungere cose per dare calore alle cose. Spesso, anzi, è meglio togliere. Una bella canzone è piacevole anche se suonata solo al piano alla chitarra. L’importante è perfezionarla nella melodia e nel testo. Non fermarsi alla prima stesura e se necessario (ri)scrivere con attenzione.
E mentre lo scrivo lo dico anche a me.

Playlist 1: Novembre Dicembre 2012

Con questo 2013 comincio con le mie playlist (novembre dicembre 2012).

  1. Alexis Jordan Happiness
  2. Viktoria Mullova Bach (JS): Partita #3 In E, BWV 1006 – 3. Gavotte En Rondeau
  3. N.E.R.D. Hot n Fun (Official Version) ft Nelly Furtado
  4. Uffie Ready To Uff
  5. Thievery Corporation Culture of Fear
  6. Wolfgang Amadeus Mozart Die Zauberflute, K 620 – Act 2: Der Hoelle Rache
  7. Wyclef & Ivy Queen You Sexy Thing (Remix)
  8. Wolfgang Amadeus Mozart Recitativo: Volgi Intorno Io Sguardo… Non Piu! Sacro Ministro
  9. Frank Zappa G Spot Tornado
  10. Duke Ellington The Eighth Veil
  11. Propellerheads 360 Degrees (Oh Yeah?)
  12. Giant Cloud Evergreen
  13. David Bowie I’m Afraid Of Americans
  14. Betty Everette It’s In His Kiss (The Shoop Shoop Song)
  15. Olivia Newton-John Physical
  16. Billy Joel We Didn’t Start The Fire
  17. Keri Hilson Slow Dance (Radio)
  18. Gonzales Soft Shoe Snoozin’
  19. Dido Burnin’ Love [Feat. Citizen Cope]
  20. I Love Life Dan Black

Naomi Berrill: musica fatta in casa

E’ un periodo stanco, sarà il caldo, saranno gli europei persi, sarà che Paola Ferrari se l’è presa con Twitter, ma mi sembra un periodo stanco.

Ho dovuto lasciare da parte un po’ la musica suonata, ma ho aumentato la quota di quella ascoltata.

Grazie ad una serie di link che non riuscirò mai a ricostruire sono finito su un sito (credo) italiano, molto simile al già noto Kickstarter (qui l’articolo sul caso Amanda Palmer e qui il tag Kickstarter).

L’argomento è sempre quello di finanziare progetti dal basso ed il sito si chiama Eppela.

Anche per Eppela, i progetti hanno argomenti diversi, ma io mi sono concentrato su quelli musicali. Tra questi la mia attenzione è andata ad una giovane violoncellista irlandese ma che vive in Italia, Naomi Berrill. Il suo progetto è intitolato Cd Home Made Music. Il progetto:

prevede una serie di esibizioni in varie case, ogni due settimane, durante diversi momenti della giornata. Le esibizioni vengono riprese in video (con Canon 7D per il video e Zoom H4N per l’audio), messe in rete sul mio canale youtube. Si può interagire con la musicista esprimendo una preferenza; successivamente, le preferenze comporranno la scaletta del concerto successivo. Il mio obiettivo è quello di realizzare un CD che raccolga i brani e le esperienze di questo progetto che proseguirà ancora per molte case… Grazie a HomeMadeMusic sperimento nuovi arrangiamenti, usando sia violoncello che chitarra (forse qualche altro strumento in futuro) e mi diverto a riarrangiare alcuni pezzi classici (tipo Claire de Lune) o barocchi (Purcell) oltre che dal folk e ad alcuni brani di grandissimi cantautori (tra cui Nick Drake, John Martyin…)

Lei canta con un filo di voce, in stile Norah Jones e ha momenti jazz/classici tra le sue corde. L’insieme è magico, onirico e dolcissimo.

Si ascolti questo bellissimo brano “Black Is the Colour (of My True Love’s Hair)” suonato in un ex negozio di barbiere a Firenze.

Purtroppo il suo progetto non ha avuto la fortuna che meritava e si è chiuso pochi giorni fa raccogliendo solo 290 €uro (un decimo di quanto aveva chiesto).

Vediamo se riusciamo a contattare Naomi e capirci qualcosa in più.

Concerto per l’Emilia senza Vasco, perché?

Chi mancava al concerto emiliano per l’Emilia?

Vasco.

Le ragioni della sua assenza si trovano sui siti internet e io non c’ho capito molto.

Altre volte – in passato – abbiamo visto eventi imperdibili dove ha funzionato meglio l’effetto “mi si nota di più se non vengo”, ma in questo caso credo che per Vasco le cose siano andate diversamente.

Si possono fare tante ipotesi e possiamo giocare con qualche idea artistica.

Io credo che per Vasco sia stato meglio non confondersi con alcuni cantanti che in passato hanno seguito le sue orme.

Vasco, infatti, ha il merito di essere stato il cantante che musicalmente/esteticamente/fisicamente ha segnato gli anni ottanta, ispirando generazioni di ragazzi e ragazze che ancora oggi urlano al vento i propri disagi e creando così un tragitto che molti dopo di lui hanno seguito.

E quelli con più successo che hanno seguito il suo esempio c’erano tutti ieri sera:

LigabueCesare CremoniniLuca CarboniZucchero

A parte l’essere tutti (più o meno) emiliani (ovviamente), l’elenco è eterogeneo.

C’è chi ha ripreso gli argomenti (il Bar Mario di Ligabue assomiglia molto al Roxy Bar di Tullio Ferro nella Vita Spericolata di Vasco), c’è chi ha ripreso il lato pop (Cremonini, che l’ha poi esaltato, Maggese è un’opera) e chi lo stile di canto (Luca Carboni dei primi tempi era un imitatore di Vasco?).

Per Zucchero il discorso è volutamente diverso. Musicalmente i due sono lontani anni luce e Fornaciari ha un gusto funky (per fortuna) che Vasco non ha (purtroppo), ma Zucchero riuscì nel rendere italiano uno stile straniero, proprio come Vasco (prima di Zucchero) riuscì a fare del rock anglofono all’italiana. La lingua italiana è difficile da farla rock. Vasco trova le parole giuste. E lo stesso vale per Zucchero con la musica nera.

È altrettanto vero che ognuno di questi artisti ha poi aggiunto altre cose per completare i propri percorsi artistici, ma tutti e quattro hanno raggiunto il grande pubblico dopo Vasco. E per questo qualcosa gli devono.

Ma anche lui qualcosa deve a tutti loro, perché con la loro musica così legata a Vasco, loro mantengono vivo l’interesse per il signor Rossi. Nel pubblico italiano l’andare a vedere un concerto di Vasco è un po’ come ritrovare l’originale che ha ispirato altri artisti. Come andare a vedere Paul McCartney o Stevie Wonder.

Le fondamenta della musica popolare italiana.

Difficile, pertanto, sarebbe stato per Vasco mostrarsi ieri sera assieme a questa generazione di cantanti. Tenendo conto che, cinicamente, lui non ha bisogno di farsi vedere per fare promozione,

Vasco ha preferito farsi i fatti suoi, perché suonare prima o dopo uno di loro poteva sembrare come il passaggio di testimone e il signor Rossi non sembra intenzionato a farsi da parte.

Il Caso (Amanda) Palmer: finanziare la musica con Kickstarter

Nell’era del 2.0 la storia di Amanda Palmer ha qualcosa di magico.
Amanda dopo il 2010, e dopo varie vicissitudini con le case discografiche,  decide di tentare la propria strada indipendente e su kickstarter ha raccolto finanziamenti per un tour e un nuovo album.
Si può donare anche solo 1 dollaro! Fino ad oggi, Amanda ha superato i 100mila dollari che aveva in mente ed è arrivata a 532mila dollari (mentre scrivo manca 26 alla fine della raccolta).
Con 25 dollari (meno di 20 euro) si avrà un “beautifully packaged backer-only version of the CD in a hardbound case. includes a 24 page art booklet. PLUS digital download & thank-you card.”. (Il cd+un libro d’arte, il download digitale e un biglietto di ringraziamento).
Spedizione prevista settembre 2012.
Ma non è finita, con il sito The Loan Spark Collective Amanda cerchia finanziamenti (quindi prestiti) di facoltosi amanti della musica. La cifra base sono 25mila dollari. Per quella cifra Amanda (oltre alla musica) “I will perform a concert for you: in your home, at a party you’re hosting, or an event you create for the occasion.” oppure “you can donate me as a performer to the charity of your choice”. In altre parole, Amanda può andare a suonare a casa di chi gli ha fatto il prestito oppure suonare per un evento benefico.

Recensione: Italian Songbook Vol.2 di Morgan

Malgrado la mia passione per la musica sia infinita, non sono un grande frequentatore di concerti. Con certezza, però, credo che uno dei migliori mai ascoltato fu quello di Morgan allo Zythum di Milano del 27 febbraio 2010. Morgan possiede una capacità di analisi non comune. Ascolta, spezza le note in tanti campioni che poi rimette assieme secondo il suo gusto. Lavora freneticamente. Sul palco fuma e beve. Sembra scendere da una Time Machine proveniente dagli anni settanta.
In questi giorni è uscito il suo nuovo lavoro Italian Songbook Vol.2. in cui, nuovamente, Morgan preferisce dare largo spazio ai brani di altri. Il risultato è un lavoro complicato. Al primo ascolto si è sballottati tra diverse armonie e progressioni che arrivano dagli anni sessanta, settanta e ottanta 90 100 1000, per giungere attraverso il mix di Morgan stesso ai giorni nostri. Al secondo ascolto si è (s)travolti: Morgan sembra cercare solo e soltanto un gioco di stile. Più le cose sono cattive e difficili, più lui gode. Mescolando malinconia e depressione. Suicidi. Giochi infantili da film horror.

 
Per dimostrare cosa?

Continua la lettura di Recensione: Italian Songbook Vol.2 di Morgan

X-Factor: il grande inganno

La trasmissione televisiva, che dopo 4 anni su Rai 2 free ha traslocato su Sky (il giovedì sera a pagamento e domenica sera free la sintesi su Cielo), termina stasera con la vittoria di Francesca Michielin.

Trovo che X-Factor sia la migliore tra le trasmissioni di questo genere. Ho seguito tutte le edizioni e, con uno spirito costruttivo, penso di potermi permettere un piccolo articolo di critica.

Un regolamento anomalo
I giudici, per poter valutare i cantanti correttamente, non dovrebbero essere anche i capitani delle squadre. Le valutazioni che danno durante il corso della gara spesso non si basano sull’opinione che hanno dei cantanti, ma dalle strategie di vittoria. In altre parole, se un cantante di una squadra avversaria pesta i piedi ad un proprio cantante, si cade nel tranello di colpirlo per farlo risultare negativo e fargli perdere voti. Maestro di questa tecnica è stato Morgan, che spesso ha diretto le dichiarazioni post-canzone per colpire i cantanti di squadre avversarie; alcune volte per favorire i propri cantanti, quest’anno per far perdere credibilità alla cantante favorita (Antonella Lo Coco). Anche Simona Ventura faceva lo stesso, però i cantanti che criticava ottenevano sempre più voti, tant’è che quest’anno dove ha tenuto uno stile alla Maionchi (la quale criticava molto raramente, ma più che altro difendeva le proprie scelte) alla fine ha portato alla vittoria una ragazza dal talento ancora nascosto. L’unica eccezione era la meteora (per X-Factor) Claudia Mori, che alla prima puntata decise di eliminare il proprio cantante Francesco Gramegna appena selezionato.

1 su 1000 ce la fa, e gli altri 999 li troviamo a X-Factor
Purtroppo ho sempre avuto la sensazione che il vincitore morale della trasmissione fosse deciso sin dall’inizio. Non intendo dire che tutta la storia del tele-voto sia falsa, ma solo che esiste una scrittura autoriale (un soggetto) dietro al risultato finale. Mi spiego meglio con un esempio. Mettiamo il caso che una casa discografica abbia tra le mani un cantante che ritiene potenzialmente un successo. La strada classica prevederebbe, dopo la ricerca del brano perfetto registrato in studio, presenze in televisione, in radio, la partecipazione a Sanremo, la presenza su internet. In altre parole un lavoro faticoso e non sempre redditizio. Perché non costruirgli intorno una trasmissione e unire assieme a lui gli 999 che non ce la fanno? Così si può farsi le ossa, scontrandosi con l’opinione del pubblico, con altri cantanti e le opinioni dei giudici. Nel frattempo, se ha le gambe cammina, ma se non le ha, almeno fino alla fine lo si manda. Il risultato qual è? Che cantanti dal talento indiscutibile vengono eliminati strada facendo. Penso ai Cluster della prima edizione.

Un Castello che crolla al primo soffio
Da un punto di vista artistico, la trasmissione è fatta veramente bene; sembra un MTV Music Awards. Quei tentativi di cantanti che si vedono ai casting, diventano già degli artisti dalla prima puntata. Qui è la capacità di chi sta dietro alle quinte che fa il lavoro sporco. In tutte le edizioni, tranne la prima se non sbaglio, la direzione artistica di Luca Tommassini ha dato dei risultati ottimi. I vocal coach, come Paola Folli con le giovani cantanti della Ventura, fanno il resto. Purtroppo quanto i cantanti escono da X-Factor questo castello costruito intorno ai cantanti, improvvisamente crolla e si ritorna ad essere uno dei 999 (tranne quello prescelto). Sono tanti gli artisti che avremmo voluto vedere in giro a fare concerti, ma tranne una breve apparizione di Ambra Marie Facchetti in un centro commerciale della zona, altri non abbiamo visti. Ma il problema non sono i cantanti, la questione è trovare uno spazio per questi cantanti dove possano farsi vedere. Spariscono forse?

New song: Poesia Pura

Poesia Pura

Stamattina Milano è bellissima
pulita splendente in tangenziale

Tu sei la mia gioia il mio sorriso
che sento nel cuore
Il tuo modo di stare con me
mi da felicità
serenità
e rimango incantato
stupito commosso
ogni volta
Tra noi c’è un legame più forte di quelli che abbiamo vissuto fino a ieri
Esisti davvero come nei miei sogni
di una vita intera
Tu ed io
cucinare
cenare
coccole
baciarti
un film
parlarci
scendere e salire dal letto
guardarti sarà
poesia pura
Tu sei calore e forza
dolcezza in equilibrio perfetto
con la tua anima buona
il tuo pensare intelligente
Voglio essere al tuo fianco
abbiamo il futuro nei polmoni e nel cervello
respiriamo l’ottimismo
tutto si basa sull’essere insieme, noi due
Dimmi che ci siamo noi due
ora
oggi
adesso
Siamo noi due, in ogni istante
vicini e forti insieme
Tu sei mia
da nessuna altra parte
c’è una vita da vivere
dischi
film
libri
negozi
viaggi
giochi
noi due
Innamorati di noi
Sono lì con te
e tu qui con me
Io voglio vivere mano nella mano assieme a te

Miles Davis: 1986-1991 The Warner Years

La Warner – o ciò che ne rimane – ha pubblicato un cofanetto irrinunciabile:

In 5 cd pieni zeppi gli ultimi anni di Miles Davis.

Sia che si arrivi dal pop/rock, sia che si arrivi dal jazz, il godimento è massimo.

Tra gli extra, la versione di Dune Mosse con Zucchero e un brano di Chaka Khan prodotto e scritto da Prince.

Ed intanto, la trasmissione Birdland sulla Radio Svizzera Italiana incorona la vita e la musica di Miles – a 20 anni dalla morte – con alcune serie di trasmissioni:

Il resto lo si trova sul podcast di Birdland

Addii dettati dal marketing

La musica sta passando un periodo critico, creativo. Come il passaggio di un uragano imprevisto nella costa est, il nuovo musicbiz sta facendo molte vittime. Non basta più fare un disco, un po’ di promozione in televisione ed in radio e il tour. Ora ci sono Twitter, Facebook, Google+. La sincerità di un musicista è messa a dura prova. E chi non è sincero deve salutare tutti e ritirarsi.

Farei risalire l’inizio di questo periodo all’addio di Stefano D’Orazio come batterista dei Pooh. Alla vigilia dell’ultimo tour Pooh, agganciato ad un greatest hits, D’Orazio appende le bacchette al chiodo, dichiarando: “mi piacerebbe girare il mondo” *. I Pooh – senza di lui – torneranno con un disco molto più interessante dei precedenti. Si libereranno delle sue liriche naif per riabbracciare la ricercata prosa anni 70 di Negrini. Ancora più sentita la differenza alla batteria: i Pooh possono riaffrontare classici e nuove canzoni senza nulla invidiare ai migliori rappresentanti del rock internazionale. Ed in alcuni casi sorpassandoli volentieri. Grazie, soprattutto, alla tecnica insuperabile di Dodi Battaglia.

Recentemente, è il turno di Vasco Rossi che, alla vigilia dell’uscita di un cd e di un film su di lui presentato a Venezia, rimbalza tra le prime pagine dei siti, dei telegiornali e di Facebook facendo parlare di sé: “mi dimetto da rock star” *. Vero o non vero, esce il nuovo lavoro ed il film invade le sale. Niente più vita spericolata? O solo un arrivederci ad una dimensione più ristretta, magari differente da quella dei concerti nei grandi stadi. L’importante quota di guadagni che deriva dai tour deve essere gestita con attenzione; i concerti nei grandi stadi costano tanto e rientrare dei costi è difficile.

Ivano Fossati, che in una emozionante (?) puntata di Che Tempo Che Fa di ieri sera, prima canta una delle canzoni – onestamente un po’ bruttina – del suo nuovo album Decadancing poi saluta e ringrazia il mondo della discografia, dichiarando: “Comincerò a viaggiare” *. Anche lui alla vigilia di un nuovo cd. Non ne sentiremo la mancanza.

Prima o poi arriverà qualcuno che dirà “non faccio più dischi”, senza essere alla vigilia di una uscita; va bene tutta la storia degli addii, le lacrime di Fazio e i fan dei Pooh a strapparsi i capelli, ma un po’ di rispetto per chi compra i dischi uno dovrebbe averlo: anche nel fare marketing bisogna avere stile.

John Mayer: twitter uccideva la mia capacità di scrivere

Avevo 4 milioni di follower su twitter e continuavo a postare cose. ho smesso di usare twitter come un luogo di esposizione, e ho iniziato a usarlo come uno strumento dove suonare, la mia mente è diventata sempre più piccola. non riuscivo a scrivere canzoni (…) puoi avere una promozione in 30 secondi se la tua musica è buona. la buona musica si promuove da sola.

Source: http://www.digitalmusicnews.com/stories/071311mayer

Post completo qui: berklee-blogs.com

la mia musica, la tua musica, libri, cinema e altre cose

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