#betty playlist

http://bit.ly/2LcIViN

  1. Prince – When Doves Cry (Extended Version) (Official Music Video)
  2. Providence – Ani DiFranco
  3. Depeche Mode – Home
  4. Bluvertigo – L’Assenzio
  5. David Bowie – Loving The Alien
  6. Lenny Kravitz – Let Love Rule
  7. Radiohead – Creep
  8. Franco Battiato – Up Patriots To Arms
  9. Peter Gabriel – Shock The Monkey
  10. Kate Bush – Running Up That Hill

c’era una volta una vita spericolata

avvicinandoci all’appuntamento popolare, nazionale e annuale che è il festival di sanremo, mi vengono in mente un po’ di considerazioni. la prima riguarda il ritorno dei bluvertigo. e con loro, il ritorno di Morgan. il monzese cercherà di non bruciare anche questa volta le sue e deii bluvertigo chance di portarsi a casa la vittoria con qualche cazzo di intervista. per andare sul sicuro, in un intervista dice che è tornato a confessarsi. parlando di Castoldi e delle sue sane pazzie, ho fatto una riflessione legata agli eccessi artistici, che hanno sempre fatto parte di una carriera ben fatta. il largamente (esageratamente) osannato david bowie, ha ampiamente utilizzato l’omosessualità (wikipedia parla di presunta), e poi si è spinto fino a osannare hitler. e, nell’ultimo caso, si è scusato dando la colpa alla dipendenza dalla cocaina, così dice wikipedia. oggi, dove sono finiti questi pazzi usurpatori della pubblica opinione? l’ultimo rimasto era Castoldi, ma oramai va da vespa. dovremmo forse puntare sui rapper? sui cugini di maria o quelli con l’Y-Factor? non credo. tutti bravi ragazzi, che vanno a sanremo a parlare di amore, e cuore, e amore, e cuore. l’ultimo che ci è venuto in mente è vasco con vita spericolata.

Songwriting: la crisi

‘stà di fatto, che uno come me che scrive canzoni da qualche decennio (e senza portare a casa il becco di un quattrino) si ritrova a dover ridiscutere tutte le proprie convinzioni.

Questo, ovviamente, fa molto bene, perché permette di crescere (evito tutta la menata relativa), ma la prima reazione è produrre una crisi, che dovrebbe essere incanalata per sfruttarne l’energia: il paradosso classico di tutti i depressi.

Ora.

Parliamoci chiaro.

Quando produco un nuovo brano, provo sempre la stessa emozione nel pubblicarlo su soundcloud, nel proporlo agli amici fidati. Puntualmente, però, a quel brano manca sempre qualcosa. C’è quello che non apprezza le parole, l’amico a cui ricorda un’altra canzone, e l’ennesimo amico che fa finta di ascoltarlo, ma (per qualche motivo strano) non vuole darti la sua opinione.

Forse sono due punti di vista differenti, opposti. L’ascoltatore medio cerca di confrontare il brano nuovo che gli propongo con i suoi gusti personali. L’insegnante Berklee, invece, ha le sue convinzioni basate su studi e esperienze nel mondo americano della musica. Non è poco, vero?

(Teoria Musicale)