John Blackwell

poche ore fa, è morto John Blackwell, il più grande batterista che abbia visto con i miei occhi e ascoltato con le mie orecchie.

aveva 43 anni e da qualche tempo stava lottando con un tumore al cervello.

ho amato il ritmo di John dal primo momento che l’ho sentito. era il 2001 e Prince registrava con lui un album completo: The Rainbow Children; l’album vedeva come protagonisti principalmente Prince e John Blackwell. incrociammo dal vivo il suo ritmo il 31 ottobre dell’anno successivo quando John seguì Prince per il tour che toccò Milano. e ancora nel 2009 a Montreux John, con Renato Neto e Rhonda Smith, era al fianco di Prince per una notte di musica fantastica.

John era l’anima del ritmo per Prince. a differenza di altri batteristi di Prince (francamente mediocri) John era in grado di inventarlo il ritmo, lo dominava, lo gestiva.

questo era evidente quando lo si vedeva dal vivo e fu proprio John in un intervista a suggerirlo

dimmi qualcosa a proposito del lavorare con Prince per il suo ultimo album “The Rainbow Children”

ti racconto come è venuto fuori il ritmo per una canzone chiamata “Everywhere”. stavo provando la mia batteria e il tecnico del suono stava cercando di ottenere un buon suono con i microfoni. mi hanno detto: “basta con il rullante” e qualcos’altro tipo “abbiamo piazzato tutti i microfoni. ora suona tutta la batteria così cerchiamo di ottenere un buon mix” a quel punto mi sono messo a fare del casino con un ritmo, era molto veloce, un cosa latina che potresti aspettarti da Dennis Chambers o Billy Cobham e i tecnici mi dicevano “continua così”. sono tornato il giorno dopo nello studio e quel ritmo era diventata una canzone. c’era una melodia, una voce e  un coro. ed era bellissima; non avevo idea di cosa stava succedendo.

ascolta qui sotto Everywhere

potenza, intelligenza e sincerità della musica di John Blackwell: istinto.

dopo che Prince passò alla 3rdeyegirl, John era un po’ uscito dai radar e la cosa (onestamente) mi stava sui coglioni, così cominciai a seguire John su twitter per capire se aveva qualche occasione di venire in italia con un altro artista. per qualche motivo che non ricordo lui cominciò a fare lo stesso con il mio account twitter. fu un bellissimo shock; era il mio primo collegamento con un musicista di Prince.

poi successe questo

la mattina del 21 aprile 2016. alle 4.06 del mattino dall’account di John mi arrivarono 3 messaggi, che, in italiano e in inglese, mi dicevano: Ciao! Sono John, che hai detto, do you want me to play with your band? Quando? Dove? Grazie aspetto la sua risposta.

John Blackwell Jr voleva suonare con me? ancora intontito, mi svegliai con l’eccitazione di un sogno che si avvera e gli risposi: we can jam at Paisley Park?! What you think?

passata qualche ora di fuso orario John mi chiese: is your band going on tour and you need a drummer, or you need a drummer to record more songs?

intontito dalla proposta non feci in tempo a mettere insieme una risposta che arrivò la morte di Prince.

scrissi un ultimo: I’m so sad, John

e lui mi rispose: Thank you

John Blackwell Jr è stato un grandissimo batterista. univa la tecnica ad una dinamica precisa. era bello da vedere suonare i tamburi, così come il suo ritmo che diventava una fantasiosa melodia.

John suonava una batteria semplice, con pochi tamburi.

quando sei bravo non hai bisogno di mostrarlo, gli altri lo ascoltano.