Mai andare a vedere un film italiano al cinema

Ho un paio di regole quando scelgo un film da vedere al cinema.

Mai scegliere un film italiano. i film italiani scontano un depressione romanocentrica e una lentezza che non è mai facile da digerire. Raccontano storie tristi di sinistroidi senza ironia che hanno paura di vivere, ma che poi girano in Ferrari. Sarà anche colpa degli yankee che ci hanno invaso con i loro ritmi ed effetti speciali. Tranne rari casi, tipo Nanni Moretti, i film italiani sono da scartare.

Corollario nr.1

Mai scegliere un film italiano dove gli attori arrivano dalla televisione. Tempi, facce e ambientazioni non sono quelle più che sufficienti nel piccolo schermo. Così come la semplicistica sceneggiatura televisiva non può (e non deve) essere riportata al cinema. Tranne rari casi, tipo Aldo Giovanni e Giacomo degli esordi al cinema, i film con attori italiani della televisione sono da scartare.

Corollario nr.2

Mai scegliere un film italiano dove gli attori arrivano dalla televisione e hanno fatto Zelig. L’effetto risata obbligatoria dopo il tormentone (ereditato da Drive In) e l’applauso ripetitivo anche senza battute a effetto (ereditato da Fazio) sono il male del 2018. Tranne rari casi, tipo nessuno perché fanno tutti cagare, i film italiani dove gli attori arrivano dalla televisione e hanno fatto Zelig sono da scartare.

Corollario nr.3

Al posto di Zelig nel corollario nr.2 si può inserire Colorado, qualsiasi trasmissione di Abatantuono, della Gialappa’s o una puntata con Francesco Facchinetti.

Chiarito questo l’altra sera abbiamo visto “un film italiano dove gli attori arrivano dalla televisione e hanno fatto Zelig“. Si tratta del nuovo (o il primo?) film con Nuzzo e Di Biasi dal titolo originale, mai sentito prima: “Vengo anch’io” (titolo provvisoro “Diversamente Family”). La trama del film racconta di un assistente sociale fallito e una ex carcerata appena uscita di galera. I due condividono un’auto per scendere verso il sud. Lui si porterà dietro un ragazzo problematico, cioè con la sindrome di Asperger. Lei vuole arrivare in Puglia prima che la figlia partecipi a una gara di canottaggio.

Continue Reading