Vinile: Queen Jazz

da piccolo sono stato fortemente influenzato dalla musica che si ascoltava per casa. e – in qualche maniera – la musica che girava era proibita per me. in casa mia c’era un discreto divieto di professare le proprie attitudini. e/o di accedere a quelle degli altri. un po’ paradossale tutto questo? visto quello che ne è venuto fuori viene il dubbio che da qualche parte una crepa si fosse creata. l’album in vinile che presento questa settimana rappresenta tutto questo per me. si tratta di Jazz dei Queen. quando di nascosto ascoltavo la musica degli altri, cosa che per me era vietatissima uno dei miei album preferiti era questo dei Queen. il tutto insaporito dalla foto delle ragazze nude sulle bici.

con Jazz la band inglese si spostava a registrare tra Montreux e Nizza per motivi fiscali. il lavoro che ne esce è un album di un gruppo coeso. supportato da un rock-n-roll a volte sinfonico e sublime e dalla voce di Freddy Mercury, l’album scorre sicuro sul vinile in mio possesso. viene da dire che canzoni di questo spessore se ne sentono raramente oggi. l’album parte con Mustapha, un brano che sarebbe (credo) difficile da pubblicare oggi. Fat Bottomed Girls segue con i suoi riff di chitarra. Jealousy è la prima canzone che riconosco; un pop che a me sembra ispirata dal (migliore) Billy Joel, così come gli altri spunti pop di in only seven days, leaving home ain’t easy o don’t stop me now. mentre Bicycle Race contiene tutta la forza di cambio di direzione dei Queen nel durante (ispirando persino la foto interna alla busta con un centinaio di ragazze nude sui sellini di altrettante bici). un attimo di respiro torna con In Only Seven Days seguita dallo swing di dreamer’s ball. quando è il momento di ricordare che siamo (ancora) negli 70 arriva il funk di Fun It.

prossimo vinile: colonna sonora del film Breakdance

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Bru

ho vissuto buona parte della mia vita a bruxelles (anche brussels o Bru). la capitale belga è stata (in un primo momento) un viaggio fotografico, poi un corso professionale e poi qualcosa d’altro. ho un pezzetto del mio cuore tra i labirinti con i fumetti di tin tin. l’art nouveau e le istituzioni europee. bruxelles, al contrario di quello che pensano in tanti, è bellissima. un città nascosta, da scoprire. timida e riservata. un po’ come milano. vedere bruxelles sotto i colpi del terrorismo mi ha fatto male.

bruxelles, visto che qui si parla di musica, è un centro musicale all’avanguardia. sarà perché è al centro dell’europa, perché è piena di giovani, in ogni caso, di musica ce n’è molta. per esempio, un locale piccolo ma molto vitale è L’Archiduc. in Dansaert 6. i musicisti suonano letteralmente tra i clienti. tanti giovani artisti, pop, jazz, sperimentali. newsletter regolare che in poche righe introduce a tanta musica nuova. come pianista jazz Eve Beuvens.