La Giornata Mondiale del Jazz

Dal 2012 l’Unesco (unesco.org/commemorations/jazzday) ha deciso di istituire per ogni 30 aprile la giornata mondiale del Jazz, genere musicale che ho imparato ad apprezzare e amare con la maturità della mia vita. Il sito ufficiale è jazzday.com

Il Jazz nasce dalla “combinazione della musica afroamericana folk (delle classi povere) con il divertimento delle classi agiate europee e la musica classica”. Il Jazz “ha degli elementi in comune con gli altri generi: la melodia che è la parte che ci ricordiamo di più; ha l’armonia, cioè quelle note che completano la melodia; ha il ritmo, il battere della canzone. Ma ciò che fa la differenza con il resto della musica è quella parte magnifica che viene chiamata improvvisazione. Suonare quello che viene in quel momento. Senza avere lo spartito di fronte. Senza lunghe discussioni con gli altri musicisti. Si suona e basta”.

Ascoltare un concerto di Jazz dal vivo è sempre una grande esperienza. In questo mondo di basi e playback, auto-tune (che peraltro serve anche a me) per non essere calanti o crescenti, ma intonati, ascoltare musica veramente suonata dal vivo è diventata un’impresa ardua. Nel Jazz, invece, la base preregistrata e quindi il playback non possono esistere perché l’improvvisazione è un ingrediente fondamentale della musica.

Ed è da questa improvvisazione, o meglio dalla ricerca basata sull’improvvisazione del Jazz che nasce la musica popolare, in senso lato, che ascoltiamo oggi. Che sia Rock, Rap o Funk , il Jazz ne è il grande Padre; ha saputo, con la propria libertà espressiva, contenerli tutti e farli crescere nel mondo. Il Jazz, in tutte le sue evoluzioni e nei suoi interpreti, ha saputo reinventarsi nelle diverse sonorità e ritmiche che sono arrivate fino al Reggae e al Punk.

Per noi Italioti, invece, il Jazz ha sempre un sapore strano. La nostra tradizione operistica ci ha lasciato una formazione basata sul “bel canto”, sulla intonazione, sul melodramma. E sullo spartito. Tutte componenti raramente presenti nella musica Jazz. Ma in questa diffusione, però, esistono degli elementi e musicisti che hanno fatto la storia del Jazz, come la tromba di Paolo Fresu (wikipedia). L’eclettismo di Stefano Bollani. Ma ci sono anche curiosi aneddoti, come il figlio di Mussolini, Romano (wikipedia) che divenne un pianista Jazz, anche se più famoso per il cognome che per le qualità di strumentista.

Fonti: musicmap.info – All about jazz, uniquely American music (Washington Post)

Vinile: Queen Jazz

da piccolo sono stato fortemente influenzato dalla musica che si ascoltava per casa. e – in qualche maniera – la musica che girava era proibita per me. in casa mia c’era un discreto divieto di professare le proprie attitudini. e/o di accedere a quelle degli altri. un po’ paradossale tutto questo? visto quello che ne è venuto fuori viene il dubbio che da qualche parte una crepa si fosse creata. l’album in vinile che presento questa settimana rappresenta tutto questo per me. si tratta di Jazz dei Queen. quando di nascosto ascoltavo la musica degli altri, cosa che per me era vietatissima uno dei miei album preferiti era questo dei Queen. il tutto insaporito dalla foto delle ragazze nude sulle bici.

con Jazz la band inglese si spostava a registrare tra Montreux e Nizza per motivi fiscali. il lavoro che ne esce è un album di un gruppo coeso. supportato da un rock-n-roll a volte sinfonico e sublime e dalla voce di Freddy Mercury, l’album scorre sicuro sul vinile in mio possesso. viene da dire che canzoni di questo spessore se ne sentono raramente oggi. l’album parte con Mustapha, un brano che sarebbe (credo) difficile da pubblicare oggi. Fat Bottomed Girls segue con i suoi riff di chitarra. Jealousy è la prima canzone che riconosco; un pop che a me sembra ispirata dal (migliore) Billy Joel, così come gli altri spunti pop di in only seven days, leaving home ain’t easy o don’t stop me now. mentre Bicycle Race contiene tutta la forza di cambio di direzione dei Queen nel durante (ispirando persino la foto interna alla busta con un centinaio di ragazze nude sui sellini di altrettante bici). un attimo di respiro torna con In Only Seven Days seguita dallo swing di dreamer’s ball. quando è il momento di ricordare che siamo (ancora) negli 70 arriva il funk di Fun It.

prossimo vinile: colonna sonora del film Breakdance

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Bru

ho vissuto buona parte della mia vita a bruxelles (anche brussels o Bru). la capitale belga è stata (in un primo momento) un viaggio fotografico, poi un corso professionale e poi qualcosa d’altro. ho un pezzetto del mio cuore tra i labirinti con i fumetti di tin tin. l’art nouveau e le istituzioni europee. bruxelles, al contrario di quello che pensano in tanti, è bellissima. un città nascosta, da scoprire. timida e riservata. un po’ come milano. vedere bruxelles sotto i colpi del terrorismo mi ha fatto male.

bruxelles, visto che qui si parla di musica, è un centro musicale all’avanguardia. sarà perché è al centro dell’europa, perché è piena di giovani, in ogni caso, di musica ce n’è molta. per esempio, un locale piccolo ma molto vitale è L’Archiduc. in Dansaert 6. i musicisti suonano letteralmente tra i clienti. tanti giovani artisti, pop, jazz, sperimentali. newsletter regolare che in poche righe introduce a tanta musica nuova. come pianista jazz Eve Beuvens.

Cettina Donato, quando Quincy incontra Gil (new music)

Oggi vi consiglio l’ascolto del lavoro di Cettina Donato.

Cettina Donato è una Musicista, con la maiuscola e già questa definizione basterebbe da sola. La sua musica sta tra Quincy Jones e Gil Evans. Nelle sue corde ci sono momenti jazz e momenti più swing, ma sempre curati e adagiati con maestria sul pentagramma. Ciò che adoro del suo lavoro è l’ambizione che trasmette.


Nata a Messina, inizia con la batteria da piccolissima, ma si diplomerà in pianoforte classico, jazz, didattica della musica e studierà composizione classica. Per non lasciare nulla al caso, all’Università degli Studi di Messina si laurea in Psicologia Sociale. Nel 2008 frequenterà le Clinics del Berklee College of Music di Boston al Festival di Umbria Jazz in quel di Perugia, incontrerà Herbie Hancock e otterrà una borsa di studio che le permette di andare a studiare al Berklee College di Boston dove si laurerà nel Dicembre 2011 in Jazz Composition.

Nel gennaio 2013 ha pubblicato il suo secondo album di composizioni originali intitolato Crescendo (Jazzy Record Label, distribuito da Egea), registrato con un’orchestra jazz e un quartetto di archi denso di sue composizioni, arrangiate da Cettina stessa.

www.cettinadonato.com