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i jovanotti che nascondono la vera musica

pochi giorni fa ha compiuto 50 anni jovanotti, che purtroppo è nostro contemporaneo;

giusto per chiarire non ho nulla contro la persona lorenzo cherubini (che non conosco), ma non mi piace il personaggio “musicale” jovanotti.

riconosco di j la fama e l’impatto nel mondo dei media; lui mette insieme la faccia alla celentano con un po’ di scopiazzature all’estero. non ho mai visto (dal vivo) un suo concerto, ma un amico che ha “pagato” per vederlo mi ha detto che è piuttosto noioso. non stento a crederlo: non è un cantante, non è un musicista, non sa scrivere testi; è il ritratto della banalità.

eppure, per il suo compleanno tutto si sono rincorsi a fargli gli auguri. persino il sole 24 ore gli ha dedicato un’analisi intitolata “Jovanotti Spa: 50 anni del dj che si fece brand (diversificando)“.

vista la crisi che sta passando il giornale della confindustria, forse in caccia di pubblicità/click, ammetto che non è una gran notizia avergli dedicato un articolo.

ho già buttato via troppo tempo nello scrivere di j, però mi rendo conto che internet (almeno in italia) ha perso molto del suo pregio che era quello di scoprire fenomeni nascosti, sconosciuti, lontani dalle masse. questo perché tutti vogliono raccogliere “lettori” o “click” e per farlo devono parlare di ciò che il pubblicò già conosce (pure io sfrutto questo filone) tipo jovanotti.

e in questo cortocircuito è diventato (quasi) impossibile scoprire nuovi fenomeni.

50,000,000 Elvis Fans Can’t Be Wrong

Mondi Immaginari mi segnala un articolo de La Stampa. Si tratta di Luca Dondoni che interpella Tom Petty per il suo nuovo album prodotto con gli Heartbreakers intitolato Hypnotic Eye.

Se avete Spotify potete ascoltarlo qui sopra.

Tom Petty descrive il suo ultimo lavoro, che non è niente male, un “old school rock album” mentre “la pop music è diventata orribile. Non c’è nulla che venga scritto per un pubblico con più di dodici anni“.

L’articolo finisce parlando degli show dei dj “Andare a un concerto di un signore che mette i dischi che altra gente ha suonato? E’ la cosa più stupida del mondo. Bisogna essere drogati per andare a un concerto così. Di fatto poi quei ritrovi sono dei droga party”.

Tom Petty, nato nel 1950, giudica la musica con gli occhi (o le orecchie, forse) di una persona che ha superato i 60 anni. Sembra un’operazione piuttosto complicata, proprio perché ispirata in primo luogo dall’età di chi giudica.

Green Velvet Absinthe Bar at Talacker 41

Come si dice, meglio una immagine di 100 parole. Quella che viene proposta nella foto è la Zurich Street Parade; si è tenuta nei giorni scorsi ed è forse la più importante manifestazione del suo genere al mondo. Possiamo discutere sul suo impatto culturale e musicologo, ma se uno spettacolo di questo genere porta a Zurigo quasi 1 milione di persone (cifre del 2013) in pochi giorni qualcosa significa per questa milionata di persone. E quella che esce dalle casse è, lo si voglia o no, musica.

Green Velvet Absinthe Bar at Talacker 41

So anch’io che questi Dj suonano dischi registrati da altri, ma poco importa: è questo ciò che i ragazzi di tutte le età vogliono vivere a Zurigo all’inizio di agosto. Forse saranno tutti drogati, ma rimane il dubbio che le parole di Petty siano più una maniera (poco riuscita?) per escludere questo pubblico, invece che cercare di includerlo.

Credo, in tutta onestà, che mai come oggi ci sia bisogno di musica. Di musica nuova, o perlomeno, prodotta da nuovi musicisti. E invece siamo ancora qui che ascoltiamo sempre gli stessi alla radio: Vasco Rossi, Jovanotti, Ligabue (la musica scritta per 12enni).

Forse sarebbe meglio denunciare l’inutilità dei mezzi di comunicazione che trasmettono sempre la stessa roba piuttosto che prendersela con il pubblico. Pubblico di qualcunque genere.

Foto di Zurigo https://www.flickr.com/photos/absinthedistribution/