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Due parole sul libro di Rudy Giorgio Panizzi “A volte nevica in aprile”

Ho letto con piacere il libro di Rudy Giorgio Panizzi “A volte nevica in aprile”. Quella che leggete di seguito e’ l’opinione di un altro fan di Prince, cioe’ la mia, che non definirei una recensione.

Il libro e’ la storia di un ragazzo italiano, che negli anni 80, 90 e oltre, trascorreva le proprie giornate affiancato nella musica e nel look da un cantante afroamericano, lontano migliaia di miglia. Il libro inizia piano e, devo dire la verita’, nelle prime pagine non sembra meritare il prezzo della copertina. Scorrendolo, invece, si viene conquistati da Rudy e della sua battaglia per Prince in un Italia disinteressata. Inoltre, farà di tutto per assomigliare fisicamente al suo idolo; il libro sembra sfociare in una sorta di auto-terapia che permetterà a Rudy di diventare, ora che Prince non c`e` piu’, se stesso. Nel tempo, le cose cambieranno e il libro diverte, forse in maniera involontaria; ci sono un paio di aneddoti che sembrano sbucare dalla penna di un autore di sit-com.

L’interesse per l’estetica del personaggio Prince e le sue conseguenze sono la parte piu’ interessante del libro. Trovo invece che Rudy si avventuri in un percorso impervio quando vuole affrontare criticamente la musica, forse per mancanza di strumenti retorici e culturali adeguati (che neppure io ho).

Il libro e’, in conclusione, piacevole da leggere, perche’ integra cio’ che sappiamo di Prince con altri piccoli aneddoti. Come mi diceva Matt nell’intervista di qualche tempo fa, la storia di un artista viene scritta sia dall’artista stesso, ma anche dai critici e dai suoi fan. Il libro di Rudy contiene un bel pezzo della storia italiana di Prince.

Prince – A volte nevica in aprile

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il libro di Mayte: la nascita del figlio

l’altra sera ho avuto la possibilità di conversare con Matt Thorne, l’autore di quella che è (secondo me) la migliore biografia su Prince. Matt ha dedicato il suo libro, scritto in 7 anni, al lato artistico di Prince. ha tralasciato, giustamente secondo me, il gossip e le relazioni di Prince. ma, nella vita Prince c’è qualcosa che ha riservato al musicista gioia e dolore, trasmesso anche nella sua musica. è la relazione tra Prince e Mayte.

Mayte sta per pubblicare, credo il 6 aprile, un libro intitolato The Most Beautiful.

la rivista americana people ha pubblicato alcuni estratti del libro di Mayte. qui sotto trovate la mia traduzione dell’articolo che parla della nascita del loro figlio:

Lui era il bambino che Prince e la moglie Mayte Garcia stavano aspettando da tanto. L’avevano chiamato Amirr (Prince in arabo), mentre era nella pancia di Mayte, e avevano ascoltato il battito del suo cuore prima della nascita. Ma il bambino nato il 16 ottobre 1996 aveva la sindrome Pfeiffer di tipo 2, una rara malattia genetica ed è sopravissuto solo per 6 giorni. (…) “Penso (che Prince) non l’abbia mai superato. Non so come gli altri ce la facciano. Io so che non ce l’ho fatta.”

Quando Mayte a 22 anni ha scoperto di essere incinta, lei e Prince erano sopraffatti dalla gioia al pensiero di crescere una famiglia nella loro casa di Paisley Park. La gravidanza andava via liscia, fino a quando un giorno ha iniziato a perdere sangue e un dottore aveva raccomandato un’amniocentesi per verificare anomalie genetiche. La procedura, aveva avvertito il dottore, rischiava un aborto spontaneo. E ancora, il dottore aveva detto: “capita che il corpo cerchi di rilasciare il feto per un motivo.” Ma Prince, dice Mayte, non era d’accordo: “mio marito ha detto: non la faremo”.

Una volta a casa, la coppia ha pregato per la sua salute. “Ti prego, benedici questo bambino” diceva Prince, mentre pregava in ginocchio: “Sappiamo che non permetterai che questo bambino sarà malato.” Ulteriori esami hanno evidenziato questi e altri problemi. L’ostetrica dopo le misurazioni ad ultrasuoni aveva detto: potrebbe esserci una forma di nanismo. “Io e mio marito ci siamo guardati e stretti nelle spalle, lui ha detto: ‘a me va bene.’ Io risi. Di tutti i problemi che ci avevano prospettato, quello era il primo che non mi spaventava.” Il dottore li aveva avvertiti delle anomalie genetiche, pericolose per la vita del bambino, consigliando nuovamente un’amniocentesi, ma Prince ha continuato a rifiutarla.

Il 16 Ottobre 1996, Mayte ha partorito il loro figlio tramite un cesareo. In un primo momento lei e Prince erano in uno stato euforico: “Non so come descrivere lo sguardo sul volto di mio marito. Gioia pura. E poi hanno preso in braccio il bambino illuminato da quelle luci crude. L’esaltazione sul volto di mio marito divenne puro terrore. La Sindrome Pfeiffer di tipo 2 è una malattia genetica che causa anomalie scheletriche e sistemiche. La fusione prematura delle ossa del cranio, porta a volte al cosiddetto ‘cranio a trifoglio,’ in cui gli occhi sono fuori dalle orbite e la fusione delle ossa delle mani e dei piedi che causa un aspetto palmato. Avrei  imparato tutto questo in seguito.

Il Libro di Morgan di Marco Castoldi (la mia recensione)

già mi è capitato di parlare (auto)biografie, che qualche cosa da insegnare spesso ce l’hanno (qui parlo dell’autobiografia di D’Orazio, batterista dei Pooh) e da tempo avevo sul mio kindle il libro di Marco Castoldi o Morgan intitolato (appunto) “Il Libro di Morgan“, con sottotitolo “Io, l’amore, la musica, gli stronzi e dio“.

ecco la mia recensione

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Libro: Il Treno di Moebius di Alessandro Girola

Una delle doti che più apprezzo di uno scrittore di genere è la sua capacità (voglia?) di uscire proprio da quel genere; per questo motivo consiglio di leggere due libri Fantasy di Alessandro Girola: Il Treno di Moebius e, il seguito, La Nave dei Folli. Io li ho affrontati su suggerimento di Bruno di Mondi Immaginari.

Il Girola romanza la storia di una troupe televisiva che, basandosi su un articolo letto nella rivista scandalistica Cronaca Vera, parte da Milano alla volta della Toscana per girare una puntata del TG Enigma, la versione copiata e sfigata dei vari Cazzenger, ops, Voyager e Mistero, trasmissioni il cui successo è pari solo alla loro inutilità. Il mistero misterioso è la scomparsa di tre macchinista a bordo di un treno all’interno di una galleria.

Gli uomini e la donna del TG Enigma, che formano il classico team produttore, cameramen, autore e conduttore si imbatteranno in un segreto custodito dagli abitanti della zona fatto da mostri grotteschi mezzi uomini e mezzi animali. Ma qui sta l’inganno; malgrado la presenza dei mostri ispirati dai disegni di Bosch, che nella prefazione sono ben descritti togliendo spazio alla fantasia del lettore, il racconto ha ben saldi i piedi nella realtà. Il finale del primo libro l’ho trovato geniale, degno di una serie televisiva.

Nella sua costruzione, il romanzo torna sui classici schemi del fantasy più di successo: un gruppo di persone, spesso con poco in comune, partono per una missione in un luogo inesplorato, da dove non tutti torneranno. Nel corso del racconto il team eterogeneo affronterà nemici che prima si faranno solo immaginare, per poi fare la loro esplicita comparsa, minacciando seriamente il successo dell’iniziativa.

Il fantasy di Girola è, per me, solo una scusa per raccontare una storia di un gruppo di persone, delle loro relazioni, dei loro desideri. Mi sarebbe piaciuto avere qualche dettaglio in più in questo senso. I romanzi, nell’insieme, raccontano bene le frustrazioni di cui lavoro in un mondo falsamente d’orato dorato come la televisione e la poca ospitalità, al contrario di quel che generalmente si pensa, di certe zone dell’Italia. Sebbene l’autore sembri prepararci verso un romanzo horror, in realtà questo genere viene solamente sfiorato, mentre la suspense non manca e ci trascina per tutto la lettura che risulta scorrevole.

In conclusione, i due romanzi si completano, perché il primo si chiude velocemente con troppi desideri (dei lettori, ma non solo) irrisolti, che saranno oggetto del secondo romanzo. In fase di pubblicazione, forse si poteva pensare di riunire i due racconti in un unico progetto. Da parte mia, prometto che proverò a leggere un altro libro di Alessandro Girola, con l’obiettivo di trovare una scrittura più ricca nei dettagli e nei dialoghi.

La lettura del romanzo di Alessandro mi ha ispirato un brano strumentale.

Per maggior info: http://alessandrogirola.me/ebookRecensione di Mondi Immaginari 12