Una domanda per Lisa

Ho fatto un’intervista con [il bassista dei Revolution] Brown Mark e [il tastierista] Doc [Matt “Dr.” Fink] prima dell’ultimo concerto di Philadelphia. Se ricordo bene mi dicevano che prima della morte di Prince c’era nell’aria il progetto di una riunion dei Revolution. E ‘questo il tuo ricordo? Eri coinvolta in quello progetto?

Certo. Ne abbiamo sempre parlato. Veniva fuori tipo ogni 2 anni. Ci pensavamo, poi qualcuno ne parlava con Prince. Lui ci pensava un po’ e poi se ne faceva niente. La cosa delle Tribute Band non gli piaceva. Voleva sempre fare qualcosa di nuovo. Potevamo organizzare la reunion, ma poi Prince diceva: “ma perché tutto vogliono parlare delle superiori? come se fosse il momento più bello della vita…” Se vuoi fare l’artista devi pensarla in questo modo. Non puoi avere la parte migliore della tua vita dietro di te. Devi sempre … avere un obiettivo di fronte a te. Però ci siamo sempre voluti bene e ci chiamava in diverse situazioni per aiutarlo nei progetti. Diceva: “Mark, vieni a suonare il basso da me domani”. Oppure: “Wendy, vieni a suonare la chitarra con questa cosa che sto facendo”. Eravamo sempre legati. L’unica cosa difficile era come fare una reunion senza scontrarsi con le esigenze di Prince. E sembra che la cosa si ripeta.

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Chi gestisce il Vault di Prince?

È uno strano weekend; l’ascolto di Purple Rain Deluxe (per ora solo l’originale con rimaster) che così mi aveva entusiasmato non mi dato molta emozione. Il lavoro di rielaborazione fatto “sotto la supervisione” di Prince (overseen by Prince in inglese nei crediti) è sembrato poco ispirato. D’altronde bisognerebbe ascoltare il missato originale per poter dare un giudizio concreto; si rischia di scontrarsi con giudizi e gusti personali.

La pubblicazione di Purple Rain è però l’occasione per ragionare sulla gestione della musica di Prince; anche Jay Z ha voluto dire la sua inserendo in un strofa del suo nuovo album un riferimento proprio a Prince e all’avvocato Londell McMillan che all’inizio aveva gestito gli interessi degli eredi nella proprietà (adesso ho perso il conto delle varie discussioni). Secondo Jay Z, McMillan avrebbe tradito i desideri di Prince sfruttandone economicamente la musica o vendendo biglietti per andare a casa sua (Paisley Park?).

Jay Z non ha una visione asettica della situazione visto che Prince aveva dato in esclusiva al servizio di streaming musicale Tidal di proprietà di Jay Z, tutto il suo catalogo mentre da qualche mese parte del catalogo (il periodo Warner) è disponibile ovunque a partire da Spotify. A prescindere da questo, i 6 fratelli e sorelle di Prince (eredi secondo il giudice) sembrano persi nell’industria discografica e starebbero affrontando una situazione inquinata dall’assenza del testamento affidandosi a 2 manager (un avvocato e un discografico) che prima di tutto devono far fronte a onerosi impegni finanziari. Si parla di un patrimonio valutato intorno ai 200 milioni di dollari che verrebbe dimezzato dopo il pagamento delle tasse.

Diamo per acquisito che non c’è nulla da fare con le tasse: bisogna sfruttare velocemente la musica e il personaggio Prince senza che ci si dimentichi di lui per far uscire da qualche parte i soldi che lui invece raccoglieva in 4 e 4 8, organizzando concerti dal vivo. Ma c’è dall’altro. Continue Reading