Le ginocchia nella schiena (al concerto di Giorgia)

Anni 2000, frequento un nuovo gruppo di amici. Senza che io lo sappia, a qualcuno piace la musica nera. Scopro che c’è il concerto di Giorgia e propongo a tutti di andarci. Apprezzano in 3. Prendo i biglietti. Con Giorgia suonano gli ex Npg Sonny T e Michael B. Se non ricordo male, Sonny, era direttore musicale del tour. I due ex musicisti di Prince suonano in maniera scolastica; fanno il loro lavoro, ma senza sforzi. Nulla rispetto a quanto producevano con Prince. Lui era speciale nel mettere in evidenza i suoi musicisti. Forse il suo vero e unico talento.

Siamo al Forum. Un sacco di gente. Non mi aspettavo Giorgia avesse così tanto seguito. Cinicamente penso: “sarà merito del suo ex.” Le canzoni più emozionanti sono proprio dedicate a lui. La commozione sua e del pubblico è tangibile. In realtà quello che ascolto non è male, ma non è nulla di eccezionale.

Abbiamo solo qualche problema con i ragazzi nella fila dietro di noi. Una di loro si è allungata fino a puntare le ginocchia nella nostra schiena. A nulla valgono gli sguardi che periodicamente le lanciamo girandoci verso di lei. La scena è questa: lei si allunga e punta le ginocchia. Noi si sbuffa, ci si gira e si fissa incazzati la persona che disturba. Di solito la si usa al cinema. Ma non serve a nulla al cinema : così come non serve a nulla quella sera.

Continua il concerto e verso la fine Giorgia fa i grandi successi. Il brano di Sanremo. A quel punto la vicina con le ginocchia nella nostra schiena chiama al cellulare un’amica per farle ascoltare il concerto urlando: “senti, senti, è bravissima!”. Una rincoglionita.

Bloom: Morgan e The Van Houtens

Sabato scorso (nella notte tra il 19 e il 20 maggio), come testimoniato da un post su instagram, siamo stati al concerto di Morgan al Bloom di Mezzago (storico locale brianzolo). Nel concerto Morgan, coadiuvato da Megahertz, si è buttato in un live di stampo elettronico, tra la jam e la casualità. Brani di Castoldi e cover varie (tipo De Andrè, Pink Floyd). Una di quelle serate che lo rendono immortale, o mortale per il pubblico.

La serata è stata un’esplosione di dissonanze. Tutto molto impreciso, rumoroso, senza controllo e poco coordinato. Causa anche una lunga attesa condito dalla musica sparata nelle casse, (caro Bloom perché soffocare le persone con un doloroso rock?) dopo circa un’ora di concerto di Morgan siamo venuti via. Il costo del concerto è stato davvero basso e sapevamo che poteva essere una scommessa, ma ho trovato questo spettacolo troppo difficile.

Troppo improvvisato.

E (francamente) uscire sul palco fumando è una cosa che non si fa più: non è neppure una trasgressione. E’ solo tristezza.

Prima del duo MM, hanno ben suonato The Van Houtens; loro sono fratello e sorella (Alan e Karen). Hanno già dei passaggi televisivi (Strafactor) e collaborazioni illustri (la ginnasta Carlotta Ferlito) nel curriculum e quindi non li scopro di certo io. La band sul palco del Bloom era formata dai due già citati e da una chitarrista/bassista (dalle doti evidenti) e da un musicista alle tastiere/computer.