Vinile: PFM Live in U.S.A.

Live in U.S.A. è un album del 1974 della PFM; l’ho scovato dalla cantina genitoriale. la copertina si trova in condizioni pietose (segno di un uso continuo e sfrenato). l’ho ascoltato per una settimana, nel tempo libero, nei momenti fuori dal lavoro e due/3 cose le ho da dire. l’album, come scritto sulla copertina, è stato registrato in due concerti estivi, a toronto e a new york. nel primo lato 4 brani e due nel secondo. un primo lato melodico/pop, ancorato allo stile mogol/battisti, allora la PFM pubblicava sotto l’etichetta Numero Uno del duo. il secondo lato è improvvisazione, strumentale e frank zappa. è questo il lato più interessante.

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dopo più 40 anni di distanza l’album suona ancora divinamente; l’integrazione della band è perfetta, e pure la voce indecisa di cioccio fa bene la sua parte. le influenze musicali, cinematografiche e strumentali dell’epoca si sentono tutte. sintetizzatori e rock progressivo. il lungo secondo tempo strumentale deve avere trasportato il pubblico a scoprire una suono mediterraneo, ma a me rimane soprattutto lo spirito operistico con il violino di mauro pagani e lo spirito zigano della chitarra di mussida (l’unico punto dove il vinile salta…). il disco pubblicato con il titolo Cook negli Usa finì nella classifica di billboard e fu (forse) l’unico vero successo di rock italiano in terra USA.

se siete finiti su questa pagina, magari siete fan della PFM e di mauro pagani? allora dove leggere il libro del musicista bresciano. s’intitola Foto di gruppo con chitarrista ed è un viaggio nella vita musicale di Pagani. L’ho letto alcuni anni fa, un po’ per noia perché al mare non mi piaceva quello che mi ero portato e in una bancarella l’ho trovato per due lire. nel libro Pagani accenna anche al tour americano della PFM e racconta trasversalmente tutta la vita di un musicista tra la fine degli anni 60 e l’inizio del 70. davvero bello.

ecco uno che vorrei incontrare nella mia vita è Mauro Pagani. ce la farò?

prossimo vinile: Jazz dei Queen

Songwriting: come vincere la crisi del foglio bianco con la top 5

nel tempo sto mettendo insieme un po’ di regole sull’arte dello scrivere canzoni, per cui mi piacerebbe condividere un paio di cose che ho imparato e che poi ho messo in pratica, male.

la prima cosa che mi è servita molto, è una piccola astuzia per vincere la crisi del foglio bianco. spesso, infatti, capita che ti trovi davanti alla tastiera, vorresti mantenere una certa regolarità nello scrivere canzoni e cerchi di non perdere la battaglia contro la pigrizia invincibile (© mondi immaginari). e non hai idee.

applicando una buona dose di disciplina, la soluzione è sfruttare e/o lasciarsi ispirare da ciò che già è stato pubblicato.

per avere qualcosa da cui partire, è sempre una buona cosa tenersi un elenco di brani d’ispirazione. faccio un esempio classico: satisfaction dei rolling stones. potete amarli o odiarli, ma il riff di chitarra e la melodia semplice e rock sono alla base di molta musica. però, per non essere sempre ispirati dallo stesso brano, l’idea è quella di tenersi da parte una top 5; 5 (e non più di 5) brani che contemporaneamente ci assomigliano e ci sfidano.

una volta che uno di questi 5 brani ci ha ispirato qualcosa, allora è il momento di toglierlo dalla classifica per farne entrare un altro.

la mia attuale top 5 è la seguente

  1. Robbie Williams – Hot Fudge
  2. The Head and the Heart – Rivers and Roads
  3. Scotty McCreery – Feelin’ It
  4. Lucio Battisti – La Collina Dei Ciliegi
  5. The Artist formerly known as Prince – Dolphin

in conclusione, quando vi passa tra le mani (o le orecchie) un brano che potrebbe ispirarvi non lasciatelo scappare, infilatelo in una playlist (su spotify o su youtube); prima o poi vi tornerà utile.