Leonardo, che genio! al Teatro Elfo Puccini

Siamo stati al teatro Elfo Puccini, in corso Buenos Aires a Milano, per vedere lo spettacolo di Elena Russo Arman intitolato “Leonardo, che genio!”. 70 minuti di divertimento e riflessioni, che passano in un attimo. La storia è dedicata a Leonardo da Vinci, le sua vita dalla famiglia in Toscana alla morte in Francia. Passando da Milano e gli Sforza. Lo spettacolo ha la caratteristica di essere basato su un libro pop-up, ovviamente di dimensioni importanti, e recitato solamente da Elena.

Nella piccola, ma preziosa Sala Bausch del Teatro Elfo Puccini eravamo circondati da un pubblico formato soprattutto da bambini, che hanno corso e saltato fino a un secondo prima dell’inizio. Ma quando si sono abbassate le luci, si è chiusa la porta ed è iniziato lo spettacolo hanno seguito con una disciplina e attenzione commoventi. Tutto questo a dimostrazione che quando si fa teatro con un lavoro pensato per i bambini con cura e attenzione, i bambini rispondono in maniera ammirevole. Appunto commovente. Fino a sommergere l’autrice, attrice (e artigiana) con decine di domande alla fine dello spettacolo.

Attenzione, però, perché il Leonardo di Elena non è solo per bambini, perché di Leonardo sappiamo il genio, i dipinti, ma dimentichiamo spesso la vita, le sofferenze e i momenti di riflessione. Ed è qui che lo spettacolo dell’Elfo Puccini fa centro; fa riflettere su come la vita del Rinascimento avesse delle regole non scritte, ma conosciute da tutti.

Il bel spettacolo di Elena Russo Arman al Teatro Elfo Puccini continua fino al 25 marzo e poi riprende dal 4 all’8 aprile.

Per maggiori informazioni: www.elfo.org/stagioni/20172018/leonardochegenio

In questo filmato il making of del libro pop-up

2640 di Francesca Michielin

C’è il nuovo album di Francesca Michielin, che in qualche modo ha attirato la mia attenzione. Sia perché mi sembra una ragazza umile, sia perché ha un viso acquaesapone (un valore aggiunto in questo mondo di plastica) e anche grazie a questa recensione di Tommaso Naccari. Non ho acquistato nulla, ma ho affidato al fido spotify il mio ascolto.

Michielin paga con gli interessi l’età che ha. Ne ha 23 di anni (beata lei) peccato, però, che i suoi collaboratori questo sembrano ignorarlo e la vestono con abito di 15 anni più grande. Donna passionale nelle foto e in una produzione da cantante affermata. Perché X-Factor fa rima con affermata? L’Eurosong o il secondo post di sanremo sono affermazioni? Una volta si parlava delle canzoni. Qualcuno sta cercando di farla passare per la Lorde italiana, facendole più del bene che del male. Di Lorde manca la semplicità. Di Lorda manca l’imperfezione (vi potesse servire, qui trovate il mio “Tutorial di Lorde”). Francesca è troppo perfetta nei suoi acuti, nelle sue dinamiche e nelle sue precise escursioni liriche. Ma l’effetto è quello di Hillary contro Trump. Lei perfetta, fredda, lontana dalle persone contro uno zoticone che però difende i posti di lavoro.

Insomma, Francesca ha bisogno di un autore imperfetto come il sottoscritto. Parliamone, no?

Il Libro di Morgan di Marco Castoldi (la mia recensione)

già mi è capitato di parlare (auto)biografie, che qualche cosa da insegnare spesso ce l’hanno (qui parlo dell’autobiografia di D’Orazio, batterista dei Pooh) e da tempo avevo sul mio kindle il libro di Marco Castoldi o Morgan intitolato (appunto) “Il Libro di Morgan“, con sottotitolo “Io, l’amore, la musica, gli stronzi e dio“.

ecco la mia recensione

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Libro: Il Treno di Moebius di Alessandro Girola

Una delle doti che più apprezzo di uno scrittore di genere è la sua capacità (voglia?) di uscire proprio da quel genere; per questo motivo consiglio di leggere due libri Fantasy di Alessandro Girola: Il Treno di Moebius e, il seguito, La Nave dei Folli. Io li ho affrontati su suggerimento di Bruno di Mondi Immaginari.

Il Girola romanza la storia di una troupe televisiva che, basandosi su un articolo letto nella rivista scandalistica Cronaca Vera, parte da Milano alla volta della Toscana per girare una puntata del TG Enigma, la versione copiata e sfigata dei vari Cazzenger, ops, Voyager e Mistero, trasmissioni il cui successo è pari solo alla loro inutilità. Il mistero misterioso è la scomparsa di tre macchinista a bordo di un treno all’interno di una galleria.

Gli uomini e la donna del TG Enigma, che formano il classico team produttore, cameramen, autore e conduttore si imbatteranno in un segreto custodito dagli abitanti della zona fatto da mostri grotteschi mezzi uomini e mezzi animali. Ma qui sta l’inganno; malgrado la presenza dei mostri ispirati dai disegni di Bosch, che nella prefazione sono ben descritti togliendo spazio alla fantasia del lettore, il racconto ha ben saldi i piedi nella realtà. Il finale del primo libro l’ho trovato geniale, degno di una serie televisiva.

Nella sua costruzione, il romanzo torna sui classici schemi del fantasy più di successo: un gruppo di persone, spesso con poco in comune, partono per una missione in un luogo inesplorato, da dove non tutti torneranno. Nel corso del racconto il team eterogeneo affronterà nemici che prima si faranno solo immaginare, per poi fare la loro esplicita comparsa, minacciando seriamente il successo dell’iniziativa.

Il fantasy di Girola è, per me, solo una scusa per raccontare una storia di un gruppo di persone, delle loro relazioni, dei loro desideri. Mi sarebbe piaciuto avere qualche dettaglio in più in questo senso. I romanzi, nell’insieme, raccontano bene le frustrazioni di cui lavoro in un mondo falsamente d’orato dorato come la televisione e la poca ospitalità, al contrario di quel che generalmente si pensa, di certe zone dell’Italia. Sebbene l’autore sembri prepararci verso un romanzo horror, in realtà questo genere viene solamente sfiorato, mentre la suspense non manca e ci trascina per tutto la lettura che risulta scorrevole.

In conclusione, i due romanzi si completano, perché il primo si chiude velocemente con troppi desideri (dei lettori, ma non solo) irrisolti, che saranno oggetto del secondo romanzo. In fase di pubblicazione, forse si poteva pensare di riunire i due racconti in un unico progetto. Da parte mia, prometto che proverò a leggere un altro libro di Alessandro Girola, con l’obiettivo di trovare una scrittura più ricca nei dettagli e nei dialoghi.

La lettura del romanzo di Alessandro mi ha ispirato un brano strumentale.

Per maggior info: http://alessandrogirola.me/ebookRecensione di Mondi Immaginari 12