Sanremo 2018

come previsto 1 mese fa da Red Ronnie ha vinto fabrizio moro e il suo amico. la tradizione della gara finta è stata mantenuta. non c’è nulla di male, in un paese dove il governo non è deciso da chi vota alle elezioni. caratteristica del sanremo 2018 è stata l’invasione di baglioni. indubbiamente un uomo che ha nel portfolio una marea di brani conosciuti. e poi la qualità dei brani in gara che raramente è stata così bassa. gli elio che dopo essere diventati nazionalpopolari si sono appropriati di sanscemo. e, per tornare ad una metafora politica, il governo è tanto forte quanto è forte l’opposizione. e l’opposizione non c’è. il loro arrivederci è penoso. noemi è noiosa. e io ho pena nei confronti dei giornalisti che devono apprezzare questi piccoli personaggi. l’unica cosa giusta l’ha detta giulia blasi.

interessante l’articolo del Sole 24 Ore dove sono elencati i presunti “conflitti d’interesse” del direttore artistico, ex autore di canzoni, baglioni. tra questi le royalties per la sigla d’apertura, i duetti e la presenza massiccia di artisti sony e del manager di baglions.

per chiuduere, un mio piccolo appunto.

Morgan da Red Ronnie, una sintesi

ieri sera per la punta del Barone Rosso di Red Ronnie c’era ospite Marco Morgan Castoldi, che per semplicità chiamerò Marco. ora, come Ronnie ha ripetuto diverse volte, Marco era allo stato brado. impossibile da contenere; saltava, cantava, parlava, faceva domande e si rispondeva da solo. uno spettacolo, senza alcuna ironia, che è difficile rivedere sui canali normali, e infatti ce lo siamo guardati su youtube (indiretta). con loro una giovane e talentuosa musicista di nome Nyvinne.

Marco è reduce da una battaglia legale con la moglie che pare volergli prendergli la casa, perché lui non pagherebbe gli alimenti alla figlia. lui (non so se le due cose sono collegate) sta mettendo all’asta i propri oggetti, vestiti, strumenti, biglietti e altro su ebay (ne ho già parlato qui).

ieri sera, vi prego guardatevi la puntata, l’argomento era che qualsiasi oggetto toccava Marco sarebbe finito all’asta. ha anche raccontato di un vestito fatto da Missoni per lui, con la stoffa degli asciugamani che Missoni aveva in bagno. insomma una puntata speciale. un po’ ossessiva e nervosa,  ma comunque che vale la pena vedere.

Ronnie rimane sempre il migliore per ospitare i musicisti. è ancora l’unico in grado di dare loro uno spazio libero, infinito e tranquillo. nelle sue trasmissioni i cantanti non sono degli riempi buchi o fatti per i concorsi telefonici (tipo a mattina in famiglia) ma hanno dignità. se si riesce a accettare un suo taglio/accento un po’ paternalista, soprattutto con i giovani, la trasmissione è piacevole.

https://youtu.be/AC19stB51uE

tra una canzone e un’invettiva e l’altra, sono uscite un paio di perle. una che dopo l’esclusione da sanremo, Marco sarebbe andato da Baglioni a chiedergli spiegazioni, confrontando se stesso con Facchinetti. Marco ha ripetuto diverse volte ‘sta cosa come un mantra alla Sgarbi. e poi sarebbe uscito il prossimo vincitore di sanremo cioè fabrizio moro (ripetuto diverse volte da Red Ronnie). in quel momento, dal mio divano, ho detto: chi è fabrizio moro?

la mia serata si è conclusa con la telefonata tra Marco e Andy, suo compagno nei blu vertigo. poi non ho capito più nulla; Marco aveva ancora troppa energia per le mie forze e sono andato a letto.

cose più o meno esecrabili del mondo della musica

è stata una settimana importante. non solo perché “le cose cambiano”, ma anche perché la musica ha avuto molto spazio nelle notizie. l’ultimo weekend è stato riempito dall’oramai sempre più inutile sanremo, dove ha vinto un’imbarazzante canzone e dove non esiste alcun legame con la realtà musicale. oramai, le televisioni, le radio “mainstream” e i media più costosi seguono questo esecrabile evento parlando tra di loro. ospitando gli ospiti degli ospiti, come in un circuito chiuso. i dati parlano di un successo senza precedenti: quasi il 60% di share (percentuale di televisori sintonizzati su sanremo sul totale di tivù accese). ma in una nazione dove il governo non è quello votato alle elezioni io non ci credo ai dati auditel. oltretutto, i giornali continuano a perdere lettori come indicano le statistiche su primacomunicazione.

in questo scatto, il lato migliore dei conduttori di sanremo e Antonella Clerici

la canzone seconda arrivata è la triste “che sia benedetta”. oggi fiorella fa tanto la comunista, ma in passato è passata dalle parti di cologno pure lei; nel 1984 partecipò alla premiatissima dello zio silvio. che dobbiamo farci?

come un contrappunto a los angeles si sono svolti i grammy che si sono portati in dote un paio di tributi di Prince (i Time e bruno mars). ora, non è che io abbia qualcosa contro i tributi, per carità, ma questo continuo far riemergere i brani di Prince malamente ricantati da altri non fa altro che confermare quanto mi manca lui, la sua musica e la sua presenza. Pure Funkenberry (il blogger per lungo tempo è stato il megafono di Prince sui social) se n’è accorto:


probabilmente, questa è la volta buona che la smettono. anche perché (come ha ben detto mashable “il tributo a Prince di Bruno Mars ai Grammy è stato fantastico – fino all’assolo di chitarra”) la qualità è quella che è; durante let’s go crazy, bruno mars si è lanciato nell’assolo di chitarra seguendo le orme di Prince, ma in un territorio dove SOLO Prince può andare. dove è meglio non andare. forse è la volta che la smettono di fare tributi, dove cercano di occupare il suo posto nell’immaginario del pubblico. perché, e questo deve essere chiaro, i tributi hanno solo una funzione di marketing, nient’altro.

bruno mars sfinito dall’assolo e Morris Day che ringrazia l’operatore dei fari

nel frattempo, Prince è tornato sui servizi di streaming. in realtà, non se n’era mai andato, nel senso che lui (lui in persona) aveva scelto di concedere la propria musica solo a tidal, il servizio di streaming del marito di beyoncè (in sintesi), ma ora chi sta gestendo il suo patrimonio (estate in inglese) ha deciso che bisogna sfruttare tutta la sua musica. e così è stato fatto un mega accordo con mezzo mondo (in pratica tutti gli altri tranne tidal) e ora i suoi brani del periodo d’oro (con la warner) sono tornati.

io che uso Spotify sono felice, però siamo sicuri che Prince avrebbe voluto questo? anzi, siamo sicuri che Prince non l’avrebbe fatto. ma ci sono da pagare le tasse e quindi ciao ciao tidal.

grazie a Getty images per le foto

c’era una volta una vita spericolata

avvicinandoci all’appuntamento popolare, nazionale e annuale che è il festival di sanremo, mi vengono in mente un po’ di considerazioni. la prima riguarda il ritorno dei bluvertigo. e con loro, il ritorno di Morgan. il monzese cercherà di non bruciare anche questa volta le sue e deii bluvertigo chance di portarsi a casa la vittoria con qualche cazzo di intervista. per andare sul sicuro, in un intervista dice che è tornato a confessarsi. parlando di Castoldi e delle sue sane pazzie, ho fatto una riflessione legata agli eccessi artistici, che hanno sempre fatto parte di una carriera ben fatta. il largamente (esageratamente) osannato david bowie, ha ampiamente utilizzato l’omosessualità (wikipedia parla di presunta), e poi si è spinto fino a osannare hitler. e, nell’ultimo caso, si è scusato dando la colpa alla dipendenza dalla cocaina, così dice wikipedia. oggi, dove sono finiti questi pazzi usurpatori della pubblica opinione? l’ultimo rimasto era Castoldi, ma oramai va da vespa. dovremmo forse puntare sui rapper? sui cugini di maria o quelli con l’Y-Factor? non credo. tutti bravi ragazzi, che vanno a sanremo a parlare di amore, e cuore, e amore, e cuore. l’ultimo che ci è venuto in mente è vasco con vita spericolata.

+ di 700 milioni di persone non hanno accesso all’acqua pulita e voi vi fate una doccia gelata?

Come – sicuramente- avrete percepito girando sui social (tra parentesi ecco come venire in contatto con noi facebooktwitter) c’è ‘sta roba dell’ALS Ice Bucket Challenge (wikipedia). Un VIP viene sfidato da un altro VIP a farsi una doccia di acqua gelata, oppure – se non vuole fare la doccia fredda – deve donare alla ricerca contro la SLA (ASL in americano). A sua volta, il docciato potrà sfidare (o nominare, come è stato maldestramente tradotto in italiano) altri VIP per continuare la catena. L’obiettivo è quello di raccogliere soldi per la ricerca contro la SLA.

Dopo avere toccato VIP anglo/americani, la storia (non so come, a dire il vero) è arrivata in Italia (provincia dell’impero), ma da buoni provinciali non ci siamo fatti mancare la polemica.

Quando la doccia è toccata a Luciana Littizzetto, l’ospite fissa di Fazio ha pensato bene di chiarire qualsiasi dubbio sul suo impegno a favore dell’iniziativa mostrando 100 euro croccanti durante il video. Un gesto un po’ da naïve, a dire il vero. Sulla rete, più di qualcuno ha contestato che l’importo di Luciana Littizzetto fosse – come dire – adeguato visto i suoi “teorici” guadagni (Libero ha riportato quelli di Sanremo).

Ma la cosa non si è fermata lì.

Giorgio Gherarducci della Gialappa’s Band ha pubblicato un messaggio diretto (dice lui) “a chi critica Luciana Litizzetto per aver donato 100€” e dove sostiene che i VIP sono testimonial che si prestano “GRATUITAMENTE” (3), mentre chi farebbe la differenza sono “le persone comuni”.

Non fosse già stata sufficiente la polemica, le parole di Gherarducci si possono anche interpretare così: i VIP che guadagnano centinaia di migliaia di euro lo fanno gratis, si fanno un po’ di pubblicità, mentre tu che sei una persona comune mettici veramente i soldi.

Allora, rispondono le persone comuni: caro VIP, vuoi avere un po’ di pubblicità? Mostrami anche il bonifico che hai fatto.

E qui interviene Fiorello (sintesi delle sue parole): “Certo qualcuno che s’è voluto far pubblicità c’è (1), ma non tutti. La pagliacciata è servita a raccogliere i fondi. E nessuno di voi mi costringerà a mostrare il bonifico o l’assegno, perché mi dovevate proprio ciucciare… (…) Tu, pezzo di merda, che ne sai io che faccio nella vita, non rompetemi i coglioni. Devo rendere conto alla mia coscienza, non a quattro teste di cazzo che non avranno versato neanche un centesimo”.

Come stanno le cose? (2)

I VIP sono persone che lavorano grazie alla propria immagine, lasciate perdere i contenuti. In questo caso mettono a disposizione la faccia per una raccolta fondi. È inevitabile che quando beneficenza e VIP s’incrocino (Partite del Cuore, Telethon) ci sia sempre qualcuno che – come dice Fiorello – partecipa per farsi pubblicità. Per cui le persone comuni (Gherarducci ci chiama così) fanno un ragionamento unico – magari ingenuo – ma ovvio; i VIP non dovrebbero stupirsi e accettare queste critiche. Concentrarsi – quando sono in buona fede – sul successo dell’iniziativa e fregarsene. In fin dei conti, non ci sono le stesse reazioni quando uno di loro si trova in campo per Emergency o al concerto per l’Emilia.

Ma lì chi paga?

In tutto questo, io trovo triste vedere qualche mio eroe degli anni 80 partecipare a questa giostra delle secchiate gelate. Ho spesso avuto la sensazione che l’obiettivo fosse quello di uscire dal gruppone delle persone comuni, come dice Gherarducci, e sentirsi dire che sono ancora dei VIP.

Molto meglio fare il bonifico e poi fare un video tirandosi in testa il secchio senza sprecare acqua.

 

Ricordate: secondo water.org, nel mondo ci sono più di 700 milioni di persone che non hanno accesso all’acqua pulita, 2 miliardi e mezzo di persone non hanno accesso a una toilette pulita e voi buttate via l’acqua per farvi una doccia gelata?


(1) Fiorello ammette che un ritorno pubblicitario ci può essere per qualcuno, ma questa cosa non l’hanno riportata i media.

(2) Ho sofferto, soffro e so già che soffrirò per colpa di un’altra malattia genetica per cui desidero dire la mia.

(3) In Maiuscolo nel suo post. Pare che la Netiquette non sia molto conosciuta da parte dei VIP.