Il Black Album di Prince

Discogs, il noto sito per collezionisti di album in vinile, ha stilato la classifica dei 30 dischi più costosi venduti sul loro marketplace in gennaio (link). La prima posizione è stata meritatamente raggiunta da un Black Album di Prince, che è venuto via a quasi 5.600 dollaruzzi. L’edizione venduta per questa cifra (g)astronomica avrebbe una lettera di accompagnamento a conferma della sua autenticità. Oltre a un bel numero 0002 di produzione.

Come mai tutta ‘sta cifra?

Il Black Album avrebbe dovuto uscire poco dopo Sign O’ The Times. Secondo le precise richieste di Prince doveva andare sul mercato senza crediti e senza l’elenco dei brani. In una copertina rigorosamente nera. L’ispirazione era il White Album dei Beatles, e, in parte, il compleanno di Sheila. Alla fine degli anni 80, ma anche all’inizio dei successivi anni 90, se volevi essere una fan Prince figo, ma non solo, dovevi avere ascoltato/comprato/duplicato il Black Album di Prince.

Perché?

La storia del Black Album è tristemente nota.

Per una crisi mistica, forse dovuta a una pastiglia di extasi passata nelle lasagne al barolo, Prince chiese alla Warner di ritirare il Black Album dal mercato dopo che la casa discografica li stava distribuendo. Si parlò anche di uno sgarbo verso Madonna. Alcuni vinili finirono comunque nelle mani dei collezionisti; si disse che nessuno riuscì a fermare la spedizione di una nave che già solcava l’oceano verso l’Europa con il nero vinile di Prince in stiva. Il risultato fu esplosivo: Prince aveva un disco acquistabile solo nel mercato nero. Fu una mossa, probabilmente non voluta, che ottenne il risultato di creare o accentuare il mito verso l’artista.

Ma c’era molto di più.

Forse.

Il Blue Tuesday (una storia mai confermata).

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