Quando narrare fa rima con camminare

perché creare?

perché non rimaniamo nel nostro simpatico (insomma), routinario (mah!), sicuro (per ora) lavoro dalle 9 alle 5?

perché lanciarci in un progetto creativo che non ci aiuterà a pagare le bollette?

perché scriviamo?

Philip Roth (il grande autore di Pastorale Americana) rispose così a una domanda del Le Nouvel Observateur nel 1981 (http://bit.ly/2Hs3y92).

scrivo “per essere liberato dalla mia prospettiva soffocante, noiosa e ristretta sulla vita e per essere attratto in simpatia immaginativa con un punto di vista narrativo pienamente sviluppato differente dal mio”.

se anche voi state cercando un punto di vista narrativo differente, probabilmente state raccontando una storia.

su questo sito (http://bit.ly/2HquzKb) della Commissione Europea ho trovato un articolo relativo ai film sponsorizzati dall’Europe Film Commission alla Berlinale di Berlino.

l’introduzione dell’articolo parla di storie e mi è parsa particolarmente interessante:

Le storie sono potenti maniere per connettersi. Costruiscono dei ponti tra la cultura e la società.

I film, in particolare, riflettono le sfide affrontate dalle nostre società. Il loro ruolo è stato spesso quello di preparare la strada al progresso, alla tolleranza, all’accettazione e all’inclusione.

Attraverso la creatività e la libertà artistica, l’industria cinematografica ha contribuito a sensibilizzare su questioni importanti.

In definitiva, i film possono toccare ogni individuo con messaggi potenti e quindi incoraggiare l’impegno dei cittadini nella società.

dobbiamo avere di fronte questo obiettivo anche per le nostre storie che vogliamo raccontare.

sia canzoni o che libri.

ma come fare sfrutturare la creatività e la libertà artistica?

qui mi viene in aiuto Marily Oppezzo. in questo intervento a Ted spiega cosa bisogna fare per essere creativi.

cioè cosa?

camminare!

è breve e divertente, dategli un’occhiata.

ecco le 5 cinque regole in italiano

  1. scegliere un argomento o un problema sul quale trovare una soluzione (brainstorming)
  2. camminare a un ritmo adatto mentre si fa brainstorming
  3. tirare fuori tutte le idee che passano per la mente (non fermarsi alla prima)
  4. registratele sul vostro telefono (scriverle sarebbe già un atto di selezione che non deve essere fatto durante il brainstorming)
  5. datevi un limite (se non esce qualcosa di buono durante il brainstormig, ritornateci su dopo)

Parlare Apertamente

Più leggero sarà il tuo tocco, migliore diventerai nel perfezionare e arricchire la tua performance. Chi abbraccia il suo ruolo e lavora per perfezionare la sua performance, cresce, cambia e si espande. Interpretalo bene e i tuoi giorni saranno quasi sempre gioiosi.

Se la situazione lo richiede, siate feroci mamme-orso e umili cercatori di consigli. Abbiate eccellenti prove e forti alleati. Siate appassionati nel cambiare prospettiva. E se usate questi strumenti — e ognuno di voi può farlo — allargherete la vostra gamma di comportamenti accettabili, e i vostri giorni saranno quasi sempre gioiosi.

da: Adam Galinsky at TEDxNewYork -How to speak up for yourself

Grinta!

lo scrivo con tutta la forza possibile: nella vita ci vuole GRINTA! e ve lo dice uno che non ha raggiunto il suo obiettivo…

guardate questo video, l’ho preso da ted dove Angela Lee Duckworth ci racconta come nella vita quello che serve per avere successo è la GRINTA!

il resto ve lo spiega lei

e se vi interessa c’è anche il suo libro in inglese:

prendiamo uno che conosco, tipo Prince. ecco la forza di Prince è stata quella di sapere raccogliere e imparare dagli altri. voleva uscire da quel ghetto che era North Minneapolis e diventare qualcuno. e così, un pezzetto alla volta, imparava da chi girava intorno a lui. prima l’insegnante a scuola, poi il compagno che suonava il basso, poi il batterista e così via. mettendo insieme tutte queste lezioni è diventato Prince.

ora, non che io non creda al talento, ma credo molto di più nell’impegno.

anche il mitico mogol, ospite di radio radicale nella puntata del 4 dicembre di media e dintorni (ascolta qui al minuto 22 circa), dice:

non si può diventare grandi se non si è assorbito dai grandi. non è come dicono, che uno nasce con il talento, tutto balle, la cultura è la capacità di assorbire tutti gli altri, perché noi siamo DNA più ambiente. l’ambiente ci condiziona, se vogliamo cambiare dobbiamo cambiare l’ambiente. noi assorbiamo dall’ambiente, da tutto l’ambiente. l’ambiente è più importante del DNA.

chiaro?